Riprendo da www.reset.it l’intero contributo di Elisabetta Ambrosi. Una riflessione sul lavoro di redazione dello statuto del Partito Democratico. Buona lettura 
Ilario Gavioli
Una “carta dei valori” del Partito Democratico: ci serve davvero? E se sì, quale delicata alchimia va cercata nella formulazione di punti più che controversi – e in particolare quelli sui quali di più ci si è scontrati in queste ultime settimane, ovvero laicità e diritti civili? Ricordiamo, alla spicciolata, solo gli ultimi e più recenti momenti delicati, per non dire drammatici, relativi ad uno scontro sui valori: la possibilità concreta che il governo – un governo di sinistra – cadesse a causa di una norma contro l’omofobia che rischiava, secondo alcuni, di metter fuori legge le opinioni del Vaticano; poi, la battaglia sul rifiuto del comune di Roma ad una apertura del registro delle unioni civili, sulla scia di quello di Padova (una prospettiva secondo i vescovi allarmante e doppiamente grave – Roma è città santa – tanto che Mons. Sgreccia si è spinto a rilasciare una intervista in cui invitava gli omosessuali a curarsi di cui ancora si discute sul web); infine, il recente caso della bocciatura del Tar di Firenze sul divieto di diagnosi preimpianto della legge 40, legge fatta dal governo Berlusconi ma sulla quale il Partito Democratico non ha ancora indicato la sua posizione.
(continua…)