Inoltro per conoscenza il bollettino del PD Regionale di fine ottobre
Cari Circoli,
voglio iniziare ringraziando tutti voi, tutti i componenti di ogni Circolo della Lombardia, per la riuscita della grande manifestazione di Roma. Come vi scrivevo una settimana fa, abbiamo lavorato duramente con le Federazioni provinciali e con voi perché la presenza lombarda fosse significativa ma è certo che senza la partecipazione dei singoli, senza le persone, avremmo potuto fare ben poco. E invece ci siete stati, siete (siamo) stati tantissimi e soprattutto siamo andati a Roma con compostezza e con entusiasmo, con convinzione. È un messaggio confortante per il nostro presente e più ancora per il nostro futuro: grazie.
Cerco di mettere a fuoco qualche altro punto, dopo le riflessioni dall’interno del Pd (parte prima).
Quasi tutti i commentatori concordano che la domanda corale che veniva dal Circo Massimo era: Unità, all’interno del Pd, ma pure di tutta l’opposizione per porre un argine il più possibile efficace al governo Berlusconi. L’appello va ascoltato, fare opposizione tutti insieme si può e si deve. La forza della manifestazione va spesa tutta per:
a) contrastare Berlusconi,
b) costruire un partito nuovo.
Lunedì, in un’intervisrta a Repubblica Franceschini, diceva: “Credo che in questo delicato momento, di fronte ai rischi per la democrazia, il Pd abbia bisogno delle risorse e dell’aiuto di tutti quanti. Vecchi e giovani. Di unità insomma”. (continua…)
Viviamo un momento politico in cui quasi tutti i media cartacei e quasi tutta la TV (oltre, ovviamente, al Premier e i suoi maggiordomi) ci propinano ogni sorta di falsità, di affermazioni e iniziative dirette a riscrivere la storia, di atteggiamenti “decisionisti” (..subito smentiti) volti solo a titillare una opinione pubblica distratta, addormentata, che guarda soltanto al proprio “particulare”, ma acriticamente sensibile solo agli spot pubblicitari di “pronta beva” di cui il Cavaliere è maestro. Con una “non classe” lavoratrice disgregata e lasciata, per cinico calcolo, all’individualismo della sopravvivenza, in modo da poterla “governare” meglio.
Credo che, dopo la giornata di sabato 25, data che segna un momento che per il nostro partito può essere, senza enfasi eccessiva, definito storico, alcune riflessioni si impongano. Penso che in questi giorni molti di noi si proveranno a dire e poi a scrivere sul sito, le loro impressioni, emozioni e comunque avranno maggiore spinta per “comunicare” con le altre persone che credono nel Pd. (continua…)
Nel nostro tempo non ci si può interrogare sulla povertà senza interrogarsi sulla società dell’incertezza e quindi sulbinomiopovertà – sicurezza.Questo esercizio di riflessione è necessarioanche nelle nostre comunità,che sono interessate da sistemi di protezione sociale potenzialmentein grado di rispondereal bisogno ed alla domandaprovenienti dai territori ma altrettanto coinvolte in una dimensione di smarrimentolegata alla mancanza di sicurezza.
La riflessione si sposta quindi su quale sicurezza per le nostre comunità:telecamere nellepiazze,maggiorepresenza di vigili nelle strade edaltre misure rivoltesemprea risponderead un bisogno difensivo,specularmente si ritrova la stessa dinamica nel sistema di welfare chiuso in un modellonon sempre in grado di rispondereal bisognosempre più frammentato ed incerto, da qui il continuoaumento della spesa socialecon interventi spesso destinati al sostegno al reddito in una logica anch’essadifensiva e autolimitante;questo quadroobbliga la politica a farsene caricospostando l’attenzione dai mezzi ( reddito) ai fini intesi come capacità del singolo di essere,seppur in condizionedi vulnerabilità, risorsaattiva nellapossibile risposta al bisogno.
La politica deve quindi investire sulle capacità delle comunità,dove le rispostevengono strutturate tenendo insieme la necessità di chi non riesce a gestire i propri bisogni quotidiani e di chi vivenell’insicurezzae nella pauradi vivere a pieno le proprie strade i propri spazi. Credo sia necessario riportare nei territori politicheche nascono da una letturadel bisogno pluralistache tenga conto delle visioni di tutti gli attori sociali e in grado quindi di dare risposteai bisognifondamentali : abitare, lavorare, sentirsi rispettati, sentirsi parte di una contesto sociale e politico in grado di salvaguardare i diritti di chi è parte fondante di unacomunità e di chi arrivacon l’obiettivo di migliorarsi.
L’approccionon è quello di sapere quanti poveri ci sonoma è quello di capirequali sono le nostre povertàmediante un confrontoaperto che porti la politica ad argomentare le proprie posizioni con franchezza senza ipocrisie e strumentalizzazioni.
In questo senso il Partito Democraticosente di assumersi un ruolo proattivosu questi temi proponendosi come costruttore di occasioni di confronto con i soggetti politici che amministrano il territorio proprio perché temi come lapovertàe la sicurezzahanno bisogno diriscontriragionati econdivisiche diano ai cittadini meno smarrimenti e maggiori certezze.