19 settembre 2008 - Inserito da: Ilario Gavioli

Bambini stranieri e “partito nuovo”

Pensate che in quest’anno 2008, su 31 battesimi fatti finora nella nostra parrocchia, ben 21 sono di bambini stranieri (anche se – essendo nati in italia – sono italiani)!Non è ora di fraternizzare? Di costruire nel concreto del nostro quartiere, una parte di quella grande famiglia per cui Dio ha dato la vita sulla croce? Proviamo a impegnarci a invitare una di queste famiglie a passare con noi una serata in sagra: sarà una bella occasione di amicizia e fraternità…

Vi propongo questa breve citazione tratta dalla locandina di una festa parrocchiale di un grande comune del veneto.Non voglio fare pubblicità alle feste parrocchiali ma piuttosto far notare quanto “il vento leghista” faccia suonare questo semplice pensiero come una presa di posizione politica (o almeno questo ho sentito io).Avere tra di noi tanti stranieri (21 bambini su 31!!) e vedere questo come una occasione positiva per il futuro dei nostri figli e della nostra società.

Un piccolo incoraggiamento alle idee che cerchiamo di comporre per il nostro “partito nuovo”,  no?

Ilario 

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3 Commenti in “Bambini stranieri e “partito nuovo””

  1. leonardo Says:

    Se fossimno in grado mettere in pratica questa semplice iniziativa, credo che avremmo gia’ fatti passi “da gigante” per creare una societa’ piu’ solidale e giusta. Sono piu’ che mai convinto che uno dei canali principali per questa grande operazione culturale e sociale sia la SCUOLA (che ora il governo Berlusconi vuole,per motivi di cassa,sostanzialmente smantellare per quanto riguarda una delle poche cose che funzionano e cioe’ il ciclo delle Primarie).Al di la’ delle iniziative del Pd,ritengo che ognuno di noi (insegnanti e genitori) si debba spendere “in prima persona” per portare avanti quei valori di solidarieta’ e vicinanza che devono essere nel “DNA” del nostro partito (a livello di consigli di classe,consigli di istituto…). ma vorrei lanciare ora una ulteriore riflessione,sempre sul tema dell’integrazione: il VOTO AGLI IMMIGRATI .
    Perche’ non inserire nelle nostre piattaforme per le prossime elezioni amministrative almeno una riflessione su questo tema?
    Leonardo

  2. Davide Oneda Says:

    Caro Ilario,
    alla luce dei fatti di questi giorni: l’assassinio a Milano di Abdul Guibre, ragazzo italiano, ma cittadino senza patria, e la strage di Caserta, il tuo intervento ci obbliga a riflettere. Al mattino, quando vado a lavorare, incrocio lungo le strade di Mantova decine di ragazzi, immigrati di seconda generazione, che insieme (in gruppi assolutamente misti e paritari) ai loro coetanei italiani si recano alle scuole superiori. Quando li vedo ridere e scherzare tra loro, mi sento orgoglioso di appartenere ad un paese che ha dato a loro e ai loro genitori speranze ed opportunità. Devo confessare che un poco mi commuovo… . Questi saranno gli italiani del futuro, anzi sono convinto che per la tensione al “riscatto sociale” che portano dentro saranno una risorsa per tutti noi. Del resto se guardiamo alla storia, dall’impero romano alla fase di formazione degli stati uniti d’america, la strategia inclusiva è la strategia vincente. Purtroppo le “classi dirigenti” che ci governano non hanno una visione del futuro, la nostra società non ha visione nel futuro, e non sa dare speranze. Temo che le proteste dei ragazzi immigrati di seconda generazione, autonome dal resto della manifestazione in ricordo Abduldi svoltasi ieri a Milano, facciano solo presagire, in un futuro prossimo venturo, scenari modello banlieu parigine. La manifestazione era promossa e partecipata, non da leghisti e forzanuovisti, ma dal popolo della sinistra. Perché questi ragazzi non si sentono interlocutori di questa area della società, che è anche la nostra area? Dobbiamo lavorare per trovare e rimuovere le cause di questa incapacità di relazione ( che per altro non riguarda solamente gli immigrati). Nei nostri paesi ci sono percentuali altissime di immigrati che formano società separate che vengono in contatto con la nostra solamente tramite il lavoro, più o meno regolare (più meno che più) e la scuola (fondamentale!! ). Siamo già come negli USA e nelle altre società occidentali che prima di noi si sono confrontate con le ondate migratorie. Se non vogliamo solo subire la logica della paura che deriva dalla mancata inclusione e subire la politica che da essa si alimenta e sostiene, è il caso che il PD diventi il partito della speranza. E siccome interpretare la realtà, azione preliminare per qualsiasi elaborazione politica ed amministrativa, non è semplice per nessuno di noi, è necessario che ci auto-creiamo una rete di competenze che ci aiutino a leggere i tempi, ad elaborare strategie per affrontare i problemi e a trovare i linguaggi e le forme per comunicare a tutti la nostra visione di società. Troviamoci e confrontiamoci su questo, come su altri temi, e forse lavorando su cose concrete e non sulle alchimìe della politica, daremo un’anima al PD.

  3. Marinelli Giovanni Says:

    Ricordiamolo sempre. Esiste solo una razza: questa è il Genere Umano. Esso è la testimonianza in terra dell’esistenza di Dio.

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