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	<title>I Democratici &#187; cittadinanza</title>
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		<title>QUALE MULTICULTURALISMO?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 17:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Andare verso una società multietnica e multiculturale&#8221;, un mantra indiscutibile per la sinistra.
Però oggi, dopo anni e anni di &#8220;approcci multietnici e multiculturali&#8221; in Italia e in Europa, bisogna avere il coraggio di distinguere &#8220;il grano dal loglio&#8221; perchè le nostre nazioni hanno bisogno di valori e forza per una nuova ricostruzione, a fronte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Andare verso una società multietnica e multiculturale&#8221;, un mantra indiscutibile per la sinistra.<br />
Però oggi, dopo anni e anni di &#8220;approcci multietnici e multiculturali&#8221; in Italia e in Europa, bisogna avere il coraggio di distinguere &#8220;il grano dal loglio&#8221; perchè le nostre nazioni hanno bisogno di valori e forza per una nuova ricostruzione, a fronte di un nuovo ordine economico e finanziario mondiale, a fronte di nuove sfide sociali, per delle nuove prospettive di crescita non solo economica ma anche civile e morale.<br />
Il recente discorso di David Cameron sul multiculturalismo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco ha sollevato in questi giorni sulla stampa italiana delle riflessioni utili e positive.<br />
Cameron afferma che &#8220;Non siamo riusciti a fornire (alle differenti culture incarnate dai nostri immigrati) una visione della società alla quale sentissero di voler appartenere&#8221;.<br />
Ci sono discorsi &#8220;di destra&#8221; sugli immigrati dal sapore odioso: &#8220;quando un ospite è invitato a pranzo a casa tua deve comportarsi secondo le tue regole altrimenti lo fai accomodare all&#8217;uscita&#8221;.<br />
Ci sono discorsi &#8220;che vengono da destra&#8221; ma che hanno uno spessore etico e una valenza politica positiva: &#8220;una società passivamente tollerante rimane neutrale tra valori differenti, un paese davvero liberale crede in certi valori e li promuove attivamente&#8221;.<br />
Cameron se la prende con il &#8220;multiculturalismo&#8221;, ma aldilà dei termini vuole rimarcare, secondo me giustamente, il fatto che è socialmente dannoso incoraggiare le differenti culture a vivere separatamente, quasi segregate e &#8220;immuni&#8221; ai nostri principi costituzionali fondativi.<br />
In questo modo i gruppi culturali di immigrazione possono costituirsi (è più facile che si costituiscano) in entità autoregolamentate e chiuse, estranee ai codici della nazione che li ospita.<br />
Questa è una situazione che da una parte facilita le derive terroristiche e dall&#8217;altra riduce lo &#8220;spirito nazionale&#8221;, nel suo senso positivo di attaccamento alla carta costituzionale (per usare una locuzione di sinistra).<br />
Le considerazioni di Cameron sono state riprese dall&#8217;ideologo di Tony Blair Anthony Giddens, il quale, pur con dei distinguo, afferma che il multiculturalismo è positivo ma deve essere &#8220;sofisticato&#8221; e non &#8220;ingenuo&#8221;, cioè affermare il non relativismo di alcuni valori fondamentali della nostra società quali i diritti umani, l&#8217;uguaglianza uomo e donna, il valore fondativo della democrazia, insieme all&#8217;obbligo di intrattenere con le comunità etniche un &#8220;dialogo costruttivo&#8221; senza creazione di ostacoli all&#8217;integrazione inutili e pretestuosi.<br />
Quindi parlando dei gruppi religiosi o culturali degli immigrati è legittimo chiedersi: questi gruppi sono a favore della promozione dei diritti umani? credono nella democrazia? credono nella legge e all&#8217;uguaglianza di fronte alla legge? credono nell&#8217;uguaglianza tra uomo e donna? ritengono di dover essere fedeli e solidali con la nazione che li ospita? aderiscono ai principi della nostra carta costituzionale?<br />
Allora l&#8217;idea teorica e generale di coinvolgere gli immigrati in un progetto comune basato sulla condivisione &#8220;dei nostri valori irrinunciabili&#8221; e non sulla sintesi magica delle diverse tradizioni può aprire qualche prospettiva nuova. Possiamo partire &#8220;da sinistra&#8221; riconoscendo diritti: la cittadinanza a chi nasce in Italia o il voto amministrativo o la certezza del diritto di asilo (senza ripensamenti e respingimenti). Dobbiamo anche richiamare ai doveri, prima di tutto l&#8217;abbandono di pratiche, tradizioni e obblighi in contrasto con la nostra carta costituzionale.<br />
La scelta di Veltroni di riprendere a sinistra il tema della &#8220;patria&#8221; facendo diventare il simbolo del nostro partito una bandiera tricolore richiama proprio ad un impegno di &#8220;rifondazione&#8221; che può essere costruttivamente inclusivo anche delle comunità etniche straniere che sempre di più nei prossimi anni vedremo diffondersi in Italia.</p>
<p>Che ne dite?</p>
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		<title>Noi, i barbari</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 23:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendo alcuni passaggi per me significativi di uno scritto di Anna Casella che già ha contribuito al nostro portale con riflessioni su stranieri, integrazione &#8230; e lega.
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;
Chi può imporre la sua verità impone “la” verità.
Il discorso politico si costruisce oggi dando libero corso a modi di vedere, di sentire, di parlare che erano tabù fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo alcuni passaggi per me significativi di uno scritto di Anna Casella che già ha contribuito al nostro portale con riflessioni su stranieri, integrazione &#8230; e lega.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
Chi può imporre la sua verità impone “la” verità.<br />
Il discorso politico si costruisce oggi dando libero corso a modi di vedere, di sentire, di parlare che erano tabù fino a qualche decennio fa.<br />
C’era un “non detto” e un “non dicibile” (magari anche un po’ ipocrita) che non entrava nel linguaggio della politica, un “politicamente corretto” che non permetteva ad esempio, di mettere in discussione l’eguaglianza, di chiamare bingo bongo i neri…..<br />
Uno poteva anche sentirsi a disagio davanti agli stranieri o agli zingari ma mai si sarebbe vantato di essere razzista.<br />
Oggi lo fa. E trova chi gli dà ragione. Anche ad alti livelli, anche sui giornali, alla televisione. Anche in Parlamento.</p>
<p>Ci domandiamo abbastanza quanti “imprenditori di odio” esistano e “lavorino” oggi in Italia? Dove siano?</p>
<p>Un cartello con una bella bambina bionda e la scritta “Sì ai bambini padani” è già razzismo.<br />
Soft, gentile e accattivante ma opera con criteri razzisti per un progetto politico. E se nessuno della comunità, neanche il parroco, interviene per dire che non va bene, è già complicità.</p>
<p><span id="more-826"></span></p>
<p>Il conoscente che, gentilmente argomentando, mi dice che i Rom e i Sinti vanno allontanati perché “sono fuori dalle regole democratiche” fa ideologia, perché la delinquenza non è genetica. Aderisce, che ne sia cosciente o no, ad un progetto politico nel quale le culture sono inevitabilmente nemiche. Ora, ammoniva il filosofo Karl Popper, che di società aperta se ne intendeva, non tutti i discorsi possono circolare liberamente nell’arena pubblica. La democrazia non li sopporta tutti: alcuni, al contrario, non hanno diritto di cittadinanza.</p>
<p>Il razzismo è una “proposta culturale vantaggiosa”. Prendermela con gli stranieri non è (non è più, oggi, dopo decenni di storia di migrazione) una questione psicologica, vagamente legata al disagio, o alla paura che mi provoca l’incontro con l’Altro che mangia, si veste, prega in maniera diversa da me. Forse poteva essere vero dieci anni fa, non oggi. Non è vero che gli stranieri ci fanno paura. È vero che ci danno fastidio. E la cosa è ben diversa. Allora prendermela coi neri può voler dire pensare che, senza di loro i miei figli avranno una scuola “migliore” perché fatta di soli bianchi; può voler dire che spero di avere meno concorrenti nella distribuzione dei benefici sociali…e via dicendo.</p>
<p>Quindi? Siamo diventati barbari perché abbiamo sottovalutato il “male” che c’è, che è al fondo di ogni società, e lo abbiamo lasciato fluire indiscriminatamente, nei discorsi, nelle barzellette, nei manifesti, pensando che questo non avrebbe prodotto i suoi effetti nefasti. Siamo diventati barbari perché abbiamo lasciato che il risentimento (quello coltivato nella “taverna balcanica”) diventasse progetto politico.</p>
<p>Forse, se torniamo a parlare di “bene comune”, di etica, magari non risolveremo il problema del male che è in noi e nelle nostre comunità, ma potremmo tenerlo a bada. Etnocentrismo critico e coltivazione delle virtù civiche. E troveremmo magari, negli stranieri, degli alleati. Che ci insegnano anche qualcosa.</p>
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		<title>Sinti a Guidizzolo: voci da Brescia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 23:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[QUELLI DELLA LEGA]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho cercato su giornali e blog bresciani commenti e considerazioni a proposito della &#8220;meritoria&#8221; operazione a danno delle 4 famiglie sinte &#8220;bresciane&#8221; (perchè diciamolo chiaro, per ora le uniche che ci hanno rimesso sono loro).
Riporto tre articoli molto interessanti:
«Ma quale Sviluppo, sono solo dilettanti»,
Articolo ripreso dal sito del PD di Brescia che fa il punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho cercato su giornali e blog bresciani commenti e considerazioni a proposito della &#8220;meritoria&#8221; operazione a danno delle 4 famiglie sinte &#8220;bresciane&#8221; (perchè diciamolo chiaro, per ora le uniche che ci hanno rimesso sono loro).</p>
<p>Riporto tre articoli molto interessanti:</p>
<p><a title="Ma quale sviluppo, sono solo dilettanti" href="http://www.pdbrescia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=891:lma-quale-sviluppo-sono-solo-dilettantir&amp;catid=71:approfondimenti&amp;Itemid=301" target="_blank">«Ma quale Sviluppo, sono solo dilettanti»</a>,<br />
Articolo ripreso dal sito del PD di Brescia che fa il punto della situazione in modo chiaro riprendendo il lavoro fatto dalla precedente giunta Corsini che ha ottenuto pagamenti di bollette e affitti, che è riuscita a garantire la frequenza scolastica ai figli dei sinti e che ha fatto in modo che dal 1996 al 2007 i rom abitanti in città siano passati da 1.029 a circa 300»</p>
<p><a href="http://www.vivicentro.org/content.php/2220-BRESCIA-Del-Bono-una-giunta-in-difficolt" target="_blank">BRESCIA &#8211; Del Bono: «È una giunta in difficoltà»</a><br />
Intervista al capogruppo PD in consiglio comunale a Brescia che, all&#8217;interno di una serie di considerazioni critiche sulla giunta di centro destra, elenca puntualmente gli errori e la cattiva gestione del problema sinti, con un approccio che, a parere di Del Bono, creerà nuova emarginazione e nuova criminalità.</p>
<p><a title="Lega contro Lega" href="http://murodicani.blogspot.com/2010/02/lega-contro-lega-e-lo-scaricabarile-dei.html" target="_blank">Trasloco loco: Fabio Rolfi delocalizza Sinti</a><br />
Articolo all&#8217;acido solforico sulla vicenda sinti pubblicato su un blog senza peli sulla lingua. E che si conclude con un gustoso scenario paradossale in cui &#8220;la Lega crea il problema, la Lega protesta per i disagi e insorge&#8221;, la lega interroga il ministro della lega, &#8220;la Lega si interroga sul da farsi e la Lega propone ordinanze contro sè stessa&#8221; &#8230;</p>
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		<title>2010 odissea nel mondo della crisi, della paura e del razzismo</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 21:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella Felchilcher</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>
		<category><![CDATA[WELFARE]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggendo le cronache di Rosarno  si resta allibiti, sgomenti di fronte a quanto sta succedendo nel nostro paese. Si accavallano nella mente tante immagini, condizioni disumane di vita in baracche di cartone e scene inaudite di violenze: violenza, condannabile, dovuta all’esasperazione, che genera altra violenza quella punitiva, squadrista. Restano nelle orecchie le urla bestiali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Leggendo le cronache di Rosarno  si resta allibiti, sgomenti di fronte a quanto sta succedendo nel nostro paese. Si accavallano nella mente tante immagini, condizioni disumane di vita in baracche di cartone e scene inaudite di violenze: violenza, condannabile, dovuta all’esasperazione, che genera altra violenza quella punitiva, squadrista. Restano nelle orecchie le urla bestiali di chi si scaglia sia contro quei “neri che se ne devono andare”, sia contro le forze dell’ordine colpevoli di difendere i neri,  nel tentativo di riportare un minimo di legalità in una terra dove governa l’antistato che ha un solo nome: ’ndrangheta. La cosa strana è che la criminalità nella zona  gestisce i propri affari e non dovrebbe avere interesse a disordini che richiamino l’attenzione dello Stato o forse lo fa proprio per creare un diversivo rispetto alla bomba esplosa a Reggio Calabria? Gli interrogativi sono tanti. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span id="more-763"></span><br />
</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Si legge poi che questo popolo di migranti, sfruttati stagionali occupati in agricoltura, vengono pagati una manciata di euro al giorno per fare un lavoro che i locali rifiutano e, ad utilizzare le loro braccia, sono perciò i proprietari terrieri che ne hanno bisogno. Però poi si scopre  che, al netto degli aiuti europei, il valore di un chilogrammo di arance è oggi di 6 centesimi e allora molti scelgono  di lasciare le arance sugli alberi perché raccoglierle costerebbe troppo e questo provoca una diminuzione di lavoro per i braccianti. E’ purtroppo la crisi economica, ma ad essa si affianca anche l’assurdità di certe leggi tipo la Bossi-Fini che producono frustrazione tra chi cerca di rispettare la legge, come quell’imprenditore agricolo che ha presentato la richiesta per diciotto permessi di lavoro e se li è visti rifiutare perché le quote erano esaurite. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Poi arrivano le dichiarazioni del ministro leghista dell’Interno: “L’errore di questi anni è stato tollerare un’immigrazione clandestina che ha alimentato criminalità e forte degrado” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Sta a vedere che adesso la colpa è di Prodi e del governo di centrosinistra….</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Poi però  un sondaggio di Sky  butta lì sul video un numero:  il 71% degli italiani concorda con la frase di Maroni, saranno anche dati di un campione non significativo di cittadini, ma fa impressione lo stesso..</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Tra le bancarelle dei nostri mercati rionali la gente manifesta gli stessi sentimenti: “gli extracomunitari se ne devono andare”.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">“Ormai gli stranieri sono trattati meglio degli italiani” si sente dire con sempre maggiore convinzione e, dopo dieci minuti coloro che hanno gridato più forte, si avviano in gruppo verso la Chiesa per assistere alla Messa prefestiva del sabato.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ma che ci sta succedendo? Come ci siamo ridotti? Dove stiamo andando?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Si resta confusi, frastornati di fronte a questo aumento dell’intolleranza. Io ho una sola certezza anzi due: in uno stato civile non si può tollerare che migliaia di persone vivano nell’indigenza più totale, senza alcuna dignità e  non si può non imputare a questo governo liberista di destra  la responsabilità dell’attuale situazione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">I bisognosi aumentano ogni giorno, ci sono sempre più italiani tra di loro ed il razzismo è la prima conseguenza di questa guerra tra poveri.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Serve un governo che si occupi finalmente dei problemi di questo Paese e non solo di leggi ad personam e servono amministrazioni locali che mettano i cittadini al centro dell’interesse amministrativo. Un’utopia? Non so, e se, invece, fosse giunto il momento di un cambio di mentalità e di un modo nuovo di fare politica?<br />
</span></p>
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		<title>POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE: UN PRO-MEMORIA IN 10 PUNTI PER IL PD</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 07:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>
		<category><![CDATA[IL PROFILO RIFORMISTA]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[irregolari]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendo dall&#8217;ottimo e sempre aggiornato sito web del senatore Pietro Ichino (il link con gli ultimi articoli usciti è sul nostro portale in basso a destra) la sintesi del saggio di Massimo Livi Bacci, professore ordinario di demografia nell’Università di Firenze sul tema dell&#8217;immigrazione.
L’IMMIGRAZIONE E’ UN FENOMENO STRUTTURALE IN QUALCHE MISURA NON EVITABILE, DEL QUALE PERALTRO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo dall&#8217;ottimo e sempre aggiornato sito web del senatore Pietro Ichino (il link con gli ultimi articoli usciti è sul nostro portale in basso a destra) la sintesi del saggio di <strong>Massimo Livi Bacci</strong>, professore ordinario di demografia nell’Università di Firenze sul tema dell&#8217;immigrazione.</p>
<p>L’IMMIGRAZIONE E’ UN FENOMENO STRUTTURALE IN QUALCHE MISURA NON EVITABILE, DEL QUALE PERALTRO L’ECONOMIA DEL PAESE HA UNA NECESSITA’ PERMANENTE E CRESCENTE. ESSO PUO’ E DEVE ESSERE LIMITATO E DISCIPLINATO IN MODO PRAGMATICO ED EFFICIENTE.</p>
<p><strong>Premessa</strong></p>
<p>Con quasi quattro milioni e mezzo di stranieri regolari, e un numero imprecisato di irregolari, il paese è confuso. La crisi economica, il dibattito sulla sicurezza, le pulsioni xenofobe oscurano il quadro. Il PD è esitante tra la tentazione di non essere in “ritardo” sul tema della sicurezza e il richiamo della sua anima riformista e progressista. La destra procede con una politica contraddittoria, con gli assurdi irrigidimenti del “pacchetto sicurezza”, temperati dalla scarsa volontà di applicarne le norme, e dalla recente sanatoria per colf e badanti.</p>
<p>Il PD deve urgentemente riprendere il dibattito, ribadire le sue posizioni, avanzarne – se trova il consenso – di nuove e innovative. Questo appunto è un tentativo di contribuire al dibattito in vista di una posizione  politica più chiara.</p>
<p><span id="more-760"></span></p>
<p><strong>Sintesi del saggio</strong></p>
<p>1) L’immigrazione – per motivi demografici, economici e sociali &#8211; è un fenomeno strutturale e, una volta usciti dalla crisi, ritornerà su alti livelli per qualche decennio;</p>
<p>2) L’immigrazione deve essere legale; l’irregolarità può essere contrastata e compressa al minimo. L’attuale politica è una “fabbrica” di irregolarità, perché consente il fiorire dell’economia informale e sommersa che attrae lavoro nero; perché la normativa per l’accesso legale è rigida e impervia; perché i permessi sono troppo brevi, il loro rinnovo macchinoso e costoso. La destra securitaria alimenta, con la sua politica, l’irregolarità che dice di combattere.</p>
<p>3) L’irregolarità alimentata dagli sbarchi – che è minoritaria, perché la stragrande maggioranza degli irregolari arriva con normali visti eccedendo poi il limite massimo di permanenza consentita – è stata frenata dall’azione di Frontex e dall’accordo Italia-Libia, con intercettazioni in mare. Vi sono forti dubbi che “l’allontanamento” delle frontiere dalle coste verso il mare aperto determini una sostanziale violazione del diritto di asilo, impedendo di fatto la presentazione delle domande da parte di quella considerevole proporzione degli intercettati che ne hanno motivo e diritto. La politica deve farsi carico – anche mediante accordi internazionali – del rispetto sostanziale (oltre che formale) di questi diritti.</p>
<p>4) Il numero degli irregolari (stimati in 700000 nel 2007) va contenuto, anche facilitandone l’emersione per canali alternativi (permessi per chi coopera nella lotta di contrasto allo sfruttamento; permessi per chi compie azioni di valore sociale e umanitario; permessi discrezionali per chi risulta bene integrato ecc), oltre ad incoraggiare i  rimpatri volontari (come da direttiva europea) che l’attuale normativa non consente.</p>
<p>5) Un paese che esprime una domanda strutturale d’immigrazione non può pensare di soddisfare il fabbisogno con flussi di tipo temporaneo e “circolare”, che presentano minori necessità d’integrazione data, appunto, la temporaneità dei soggiorni. Una buona parte dell’immigrazione è di lungo periodo o permanente e deve potere acquisire pieni diritti sociali, politici e, eventualmente, di cittadinanza. Le riforme devono riguardare lo snellimento delle procedure per ottenere la carta di soggiorno per “lungo residenti”; la concessione del voto amministrativo; l’accesso alla cittadinanza ai nati da residenti stranieri e ai minori cresciuti e formati in Italia; procedure più agevoli e meno discrezionali per l’acquisizione della cittadinanza.</p>
<p>6) L’attuale normativa sull’accesso legale al paese va riformata. Varie possono essere le proposte: l’ingresso con visto per ricerca di lavoro con <em>sponsor</em> istituzionale e certificato; l’ingresso con visto per ricerca di lavoro senza sponsor, ma con garanzia finanziaria, oppure, in alternativa, la trasformazione del permesso di soggiorno breve in permesso di soggiorno per lavoro (a determinate condizioni); agevolazioni per l’ingresso a investitori, risparmiatori, imprenditori; agevolazioni per persone con alti profili professionali.</p>
<p>7) Va studiata e discussa una normativa sull’accesso legale profondamente diversa dall’attuale, il cui cardine è il mercato del lavoro. L’immigrato è – per prima cosa – una persona, che poi entra ed esce dal mercato del lavoro secondo inclinazioni, convenienze, meccanismi di mercato. All’immigrato va domandato “che persona sei” anziché “che lavoro sai fare”; egli deve essere ammesso in base al suo capitale umano, qualità, conoscenze, predisposizione e volontà di integrazione, relazioni familiari. Possono essere sperimentate “politiche a punti”, per le quali il punteggio sia tarato sulla capacità di diventare una componente integrante – e positiva-  del paese.</p>
<p>8 ) Una politica come quella delineata al punto precedente è apertamente selettiva, ma è trasparente e obbedisce a regole certe e condivise. Al contrario delle politiche correnti che sono  implicitamente selettive, con criteri arbitrari ed opachi. Essa va bilanciata con una maggiore ampiezza e generosità della politica dell’asilo e protezione umanitaria che – per definizione – non è mai selettiva.</p>
<p>9) Questo promemoria non prende in considerazione, se non marginalmente, il tema delle politiche d’inclusione e integrazione degli immigrati, concentrandosi soprattutto sul tema dell’ammissione degli immigrati nel paese. Per quanto attiene al reperimento di risorse per l’integrazione, si propone l’istituzione di un Fondo per l’Integrazione, finanziato prevalentemente mediante una contribuzione da parte del datore di lavoro al momento della sottoscrizione di un contratto di lavoro o del suo rinnovo.</p>
<p>10) Tra dieci anni, la popolazione straniera potrebbe raggiungere gli 8 milioni, una persona ogni 8. E’ il fenomeno sociale più dinamico dell’inizio del millennio, che investe tutti i settori della società italiana. E’ urgente che il PD elabori un convincente progetto politico per governarne la forza.</p>
<p><a title="Proposte per l'immigrazione" href="http://www.pietroichino.it/?p=6775" target="_blank">Segui questo link</a> per andare all&#8217;articolo di Pietro Ichino che contiene anche il riferimento al saggio completo</p>
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