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‘DAI COMUNI’

MEDOLE – PROGRAMMA FESTA DE L’UNITA’

martedì 13 luglio 2010

           volantino         FONTANILI

Conversazione con Giamba

venerdì 25 giugno 2010

Questa sera ore 21
Guidizzolo Sala Civica – Piazza Marconi

volantino 25 giugno

CI RUBANO L’AMBULANZA

mercoledì 9 giugno 2010

Assemblea 118

2 giugno 1946 L’Italia ha scelto: Repubblica!

giovedì 27 maggio 2010

Festa della Repubblica

L’allarme del sindaco di Medole: a rischio il soccorso agli infartuati

mercoledì 19 maggio 2010

La Gazzetta di Mantova — 18 maggio 2010   pagina 12   sezione: CRONACA
Il comune di Medole è tra i primi a lanciare l’allarme. «E’ una cosa da non credere – sottolinea il sindaco Giambattista Ruzzenenti – e lo dico perchè ho avuto amici colpiti da infarto salvati dall’automedica. Se ci portano via il servizio salta tutto il bel discorso del progetto Mantova Emergenza Cuore, per il quale ci siamo sempre vantati di essere stati tra i primi in Europa». Il primo cittadino di Medole snocciala anche dei dati: «Il servizio di automedica a Castiglione è nato nel 1996 con i medici dell’Asl 12 ore al giorno, per passare poi tre anni dopo alle 24 ore. Oggi copre tutto il distretto dell’Alto Mantovano e a richiesta della centrale operativa di Brescia anche il Basso Garda e la Bassa Bresciana visto che l’ospedale di Desenzano e quello di Montichiari ne sono sprovvisti». Per Ruzzenenti la declassazione della postazione da soccorso avanzato (con medico a bordo) a soccorso di base infermierizzato mette a rischio la gestione del soccorso sugli infartuati secondo il protocollo Mantova Emergenza Cuore e altri interventi per salvare vite umane. «Così – sbotta – facciamo un salto indietro di quattordici anni. Col Mantova Emergenza Cuore il paziente colpito da infarto viene trattato sul territorio e portato in ospedale, in Emodinamica per l’angioplastica, senza passare dal pronto soccorso, accorciando così i tempi per la diagnosi e il trattamento. Poi mi chiedo anche se sarà possibile continuare col progetto per la gestione della sindrome neurologica acuta, l’ictus, e il trattamento il loco per i traumi gravi, gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, quelli domestici, le sindromi respiratorie che si risolvono con l’intubazione e i farmaci salvavita, manovre che vengono garantite col mezzo di soccorso avanzato. Inoltre – conclude Ruzzenenti – non dimentichiamo che i medici dell’emergenza territoriale durante le attese si sono sempre occupati anche della gestione del pronto soccorso». (bo)