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‘POLITICA’

Mercato del lavoro, Ichino, Fassina e altro ancora …

sabato 3 dicembre 2011

Ultimamente la temperie politica ed economica a fatto assurgere agli onori della cronaca la proposta di flexsecurity ed ha anche esacerbato le reazioni di chi è contrario, tra questi il pole position l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano e il responsabile economia del PD Stefano Fassina.

Riporto un link ad un recente articolo di Fassina che trovate sul sito del partito democratico
http://beta.partitodemocratico.it/doc/225635/la-posizione-del-pd-sul-tema-dei-licenziamenti-facili.htm

e  un articolo di Ichino precedente ma comunque in risposta alle posizioni, dure, di Fassina già esposte in precedenza e comunque incluse prima della risposta.

http://www.pietroichino.it/?p=13992

suggerisco poi la lettura di questa recentissima intervista a Ichino http://www.pietroichino.it/?p=18334 in cui vengono ripresi tanti temi legati ad una visione “riformista” (passatemi il termine) del mercato del lavoro. Riporto intanto alcune domande e alcune risposte che mi piacerebbe (come approccio) vedere più spesso tra i dirigenti del PD:

Negli ultimi tre anni, in effetti, lei ha ricevuto critiche fortissime dalla sua stessa parte politica: c’è chi le ha contestato addirittura il diritto politico di restare dentro al Pd, per le sue idee. Come risponde a questo tipo di contestazioni?
È stato così anche negli anni ’70 quando sostenevo che occorreva riconoscere e regolare il part-time; o all’inizio degli anni ’80 quando sostenevo la necessità di abolire il monopolio statale dei servizi di collocamento; o quando ho scritto il libro “A che cosa serve il sindacato”, nel 2005, sostenendo che occorre consentire alla contrattazione aziendale di derogare al contratto collettivo nazionale. Su tutti questi punti, nel giro di cinque o dieci anni, la sinistra politica e sindacale ha finito col far proprie le mie idee. Oggi il pomo della discordia è il progetto flexsecurity; e qui i tempi di maturazione sono stati molto più brevi: sono bastati due anni.

Negli ultimi tre anni lei ha ricevuto critiche fortissime dalla sua stessa parte politica: c’è chi le ha contestato addirittura il diritto politico di restare dentro al Pd, per le sue idee. Come risponde a questo tipo di contestazioni?
È stato così anche negli anni ’70 quando sostenevo che occorreva riconoscere e regolare il part-time; o all’inizio degli anni ’80 quando sostenevo la necessità di abolire il monopolio statale dei servizi di collocamento; o quando ho scritto il libro “A che cosa serve il sindacato”, nel 2005, sostenendo che occorre consentire alla contrattazione aziendale di derogare al contratto collettivo nazionale. Su tutti questi punti, nel giro di cinque o dieci anni, la sinistra politica e sindacale ha finito col far proprie le mie idee. Oggi il pomo della discordia è il progetto flexsecurity; e qui i tempi di maturazione sono stati molto più brevi: sono bastati due anni.

Ora Fassina è sotto scacco, per la richiesta di dimissioni presentata contro di lui da Enzo Bianco e dai «liberal» del Pd. Lei però se n’è dissociato: forse è in cerca di una tregua con l’anima più intransigente del Pd?
Ho criticato chi ha voluto personalizzare lo scontro nei miei confronti: ora non ho certo intenzione di fare altrettanto io verso altri. Quel che chiedo è solo che chi mi contesta legga i contenuti del mio progetto ed entri nel merito della questione: dica, cioè, dove esso va corretto e come.

Al Senato, nel marzo 2009, il suo progetto di legge per la «Flexsecurity» fu sottoscritto da più di 50 altri senatori del Pd, alcuni dei quali molto noti. Eppure lei solo si espone in questa battaglia, scomoda e pericolosa. Non le pesa, questa solitudine?
Non è così. Quando, il 10 novembre dell’anno scorso, Francesco Rutelli presentò al Senato una mozione che impegnava il Governo a varare una riforma del Codice del lavoro ispirata al mio disegno di legge, quasi tutto il Gruppo Pd la ha votata, insieme al Terzo Polo e a quasi tutto il Pdl. E, nonostante i malumori di qualche dirigente centrale, tutto il Pd ha votato con grande convinzione la fiducia al Governo Monti, che pone questa riforma tra le più rilevanti del suo programma, senza una parola di dissenso in proposito nel dibattito in Parlamento. E questa scelta ha fatto crescere di due punti il consenso al Pd nell’opinione pubblica. Raramente mi sono sentito in sintonia con il mio partito come in questa scelta difficile e coraggiosa. Forse a temere di restar solo oggi è qualcun altro.

Che cosa pensa dell’uscita della Fiat di Marchionne da Confindustria?
Il principio del pluralismo sindacale vale sia sul versante dei lavoratori, sia su quello degli imprenditori. Non mi sembra, dunque, che si debba menare scandalo per il fatto che una grande impresa rifiuti di farsi rappresentare dalla Confindustria. E può essere utile anche ai lavoratori che modelli diversi di relazioni industriali si confrontino e competano nel nostro Paese: perché questo può porre in evidenza difetti e incrostazioni del vecchio sistema predominante, che finiscono coll’avere effetti depressivi sul trattamento degli stessi lavoratori.

Quanto ha giocato, contro di lei, la notizia che nell’aprile 2008 Silvio Berlusconi le aveva proposto il ministero del Lavoro e, dopo il suo rifiuto, la presidenza della commissione Lavoro al Senato?
Non credo che abbia giocato contro di me. Né nel Pd, né nel centrodestra. Forse, invece, ha giocato a favore. Perché è stata un’occasione per mostrare che non combatto la mia battaglia per ottenere poltrone o prestigio personale.

Allora nel Pd ci fu chi la sospettò di «intelligenza col nemico», e ne parla anche nel suo libro: ma l’accusa era davvero infondata?
No, era fondatissima. Ho sempre coltivato rapporti di dialogo intenso con le persone della parte avversa. Si impara sempre molto di più in questo modo, che parlando soltanto con chi sta dalla nostra parte.

LA MANOVRA SCORAGGIA IL LAVORO

martedì 11 ottobre 2011
Qualche considerazione sulla Manovra da poco approvata dal Parlamento, in particolare per quanto riguarda la situazione occupazionale.

Possiamo dire tranquillamente che la manovra economica del Governo scoraggia interventi in tal senso, pur avendo l’Italia bisogno di lavoro. Il PIL tedesco pro capite è circa il 30% più alto di quello italiano. Due terzi di questo gap sono dovuti al semplice fatto che in Italia il 63% delle persone tra 15 e 65 anni lavora, contro il 75% della Germania. In Danimarca e in Svezia addirittura quasi l’80% delle persone comprese in quella fascia lavora. Questo gap è particolarmente forte nelle due estremità della vita lavorativa. Abbiamo un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 30% (verso circa l’8% in Germania), e solo poco più del 30% delle persone nella fascia 55-65 anni lavora, mentre in Germania si raggiunge circa il 45%; in Svezia addirittura quasi il 70%. Da noi i giovani faticano a trovare lavoro e chi lo perde oltre i 45 anni fa molta fatica a reinserirsi. Cosa fa la Manovra sul fronte del lavoro? (continua…)

Fatti concreti e propaganda

venerdì 13 maggio 2011

La gestione dei rifiuti, legata alle cave (si scava, si vende la ghiaia, poi si cerca di riempire i buchi con i rifiuti), è un settore in cui c’è un forte collegamento tra politica e interesse privato. In questo affare sono ampiamente interessati esponenti proprio di quel partito che, da sempre, ripete il ritornello della ”difesa del territorio”: la Lega.

Il suo esponente Gianni Fava, candidato alla Presidenza della Provincia di Mantova per conto PDL-Lega, è un imprenditore dalle molteplici attività, tra le quali spicca, appunto, quella legata al ciclo dei rifiuti.

Ciò che ci riguarda più da vicino, è l’ AMBIENTAL GEO, proprietaria della cava di Castiglione conosciuta impropriamente come“Pirossina” (in realtà “cava Busa”), nella quale già più volte hanno tentato di farci una discarica, qualche anno fa sponsorizzata politicamente anche dalla Lega. Questi sono fatti.

Recentemente abbiamo letto l’annuncio degli esponenti di Lega e PDL di una possibile installazione su questa cava di un parco fotovoltaico da 4 MW. Un impianto di queste dimensioni necessita dell’autorizzazione regionale con una burocrazia lunghissima. Dato che il governo sta riducendo progressivamente gli incentivi, come si pensa di poter finanziare un tale investimento (decine di milioni di euro)? Magari scavando un altro milione di mc di ghiaia e poi tappando il buco con una bella discarica sulla quale installare i pannelli fotovoltaici?

Il Sindaco di Castiglione ha, tra l’altro, dichiarato che non esiste nessun progetto al riguardo, per cui questa è solo propaganda elettorale.

La Lega e il PDL accusano l’attuale Amministrazione Provinciale di non aver fatto nulla di concreto per scongiurare il pericolo discarica in quest’area. In realtà la Provincia ha adottato il piano provinciale rifiuti, reso esecutivo dalla Regione, che vieta l’insediamento di qualsiasi tipo di discarica in questa cava: al piano, però, ha votato contro proprio la Lega nella persona del candidato Fava. E questo è un altro fatto.

Un altro fatto evidente è la realizzazione ad opera del Comune di Medole di un parco fotovoltaico, che sta già producendo energia elettrica rinnovabile e pulita per il fabbisogno di 300 famiglie, nella vera area Pirossina, previa importantissima bonifica della stessa area in precedenza degradata abusivamente da attività privata. Si potrebbe addirittura pensare che questo bell’esempio, concretamente realizzato, possa aver suscitato le fantasticherie elettorali del gruppo centrodestra PDL-Lega.

È a dir poco vergognoso che queste persone, per farsi propaganda, tentino da anni di ingannare gli elettori con slogan che garantiscono “la difesa del territorio” e con la promessa del “padroni a casa nostra” quando il loro operato privilegia in realtà scelte economiche e di potere, infischiandosene altamente delle persone.

Giovanni B. Ruzzenenti

Sindaco di Medole

Verso le Provinciali – Conversazione con “il poeta” de l’Unità

lunedì 7 febbraio 2011

locandina Tognolini

eliminazione del vitalizio ai parlamentari (costa 150 milioni di € /anno)

giovedì 21 ottobre 2010

Pretendo risposte dal PD su questa ennesima vergogna:

Il 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi (dell’Italia dei Valori) ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.

Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

Penso che nessun cittadino (..) possa accettare l’idea che gli si chieda, per percepire (..) una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti 5anni per percepire un vitalizio.
(..) Non sarà mai accettabile (..) che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – o dimessesi per incompatibilità dopo 68 giorni, che percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio.

C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.

(..) La nostra proposta (..) è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati (..).

La Corte costituzionale, con la sentenza richiamata (..), ha permesso (..) di dire che non si tratta di una pensione (..) e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.

E’ andata a finire così :

Presenti 525 , Votanti 520, Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì in 22 (tutti dell’Italia dei Valori) :BARBATO, BORGHESI, CAMBURSANO, DI GIUSEPPE, DI PIETRO, DI STANISLAO, DONADI, EVANGELISTI, FAVIA, FORMISANO, ANIELLO, MESSINA, MONAI, MURA, PALADINI, PALAGIANO, PALOMBA, PIFFARI, PORCINO, RAZZI, ROTA, SCILIPOTI, ZAZZERAÿ.

Hanno votato NO in 498 (cioè il 95 % dei deputati) : tutti gli altri …(PD, PDL, LEGA, UDC, ecc. ecc. …)

Per maggiori informazioni ecco il link al sito di Borghesi con il discorso:

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314&Itemid=35