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‘RECENSIONI’

NUOVO STATUTO DEI LAVORATORI: ICHINO INTERVIENE SU SACCONI

giovedì 7 ottobre 2010

mi pare degno di nota questo intervento di ICHINO sull’unità a proposito di Sacconi e della incapacità del nostro governo a gestire il tema del rinnovo dello statuto dei lavoratori.

CON UNA LETTERA A SINDACATI E IMPRENDITORI IL MINISTRO DEL LAVORO TROVA IL MODO PER RINVIARE SINE DIE IL DISCORSO SULLO “STATUTO DEI LAVORI”: LA SUA PRESENTAZIONE IN PARLAMENTO E’ RINVIATA… A QUANDO I DESTINATARI DELLA LETTERA SI SARANNO ACCORDATI SUL SUO CONTENUTO

Articolo pubblicato su l’Unità del 4 ottobre 2010

Ricordate la rubrica del Bertoldo intitolata “La Vedova scaltra”? Ogni settimana una vignetta presentava la vedova falsamente rassegnata a tornare al Creatore, che lo pregava così: “Fatemi solo vedere il giorno in cui tutti pagheranno le tasse, poi sono pronta a ricongiungermi al mio adorato marito”; oppure “Possa io solo vedere il giorno in cui le Poste torneranno a funzionare, poi sono pronta a lasciare questo mondo”. L’auspicio del nostro ineffabile ministro del Lavoro è lo stesso: “fatemi solo vedere l’accordo tra le parti sociali sul contenuto del nuovo Statuto dei lavori, e sarò pronto a presentarlo in Parlamento”.

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PER UN RINNOVATO IMPEGNO DELLE DONNE IN POLITICA

lunedì 30 novembre 2009

Sabato ho partecipato al terzo e ultimo incontro di un ciclo di dibattiti promosso dall’assessorato alle pari opportunità della Provincia dal tema “ Potere essere donna”  .

“Libertà di essere donna in politica:rappresentanza, rappresentatività e rappresentazione femminile”

questo il titolo affrontato da donne di diversa  età e provenienza politica.

Un incontro ricco,stimolante,serrato grazie anche ad un’esperta conduzione da parte di Giovanni Anversa,giornalista di Rai 3.

Alessandra Guerra, Souad Sbai, Grazia Francescano, Fiorenza Brioni e Rosy Bindi hanno ribadito la necessità di “ri-prendere la parola come donne impegnate in politica” in una stagione in cui i modelli culturali del femminile sembrano aver perso quei riferimenti di parità e di dignità conquistati nei decenni precedenti.

Una “Rosy” ironica, acuta, profonda ha saputo mettere in risalto alcune tematiche che potrebbero essere approfondite anche nel nostro territorio, da noi donne impegnate in politica.

Come dice la nostra presidente “Non si tratta di riconoscere quelle donne che in politica ce l’hanno fatta ma è l’insieme delle donne che deve starci a cuore. Non solo ALCUNE ma TUTTE.

E’ il popolo delle donne a dover essere messo al centro dell’attenzione perché sono esse che abitano i luoghi della vita”.

Altro tema: il rapporto fra potere e donne.

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Ma se il centrosinistra non riuscirà a parlare…

mercoledì 25 novembre 2009

Prosegue, con un articolo di Linda Lanzillotta, su Europa, la riflessione a valle della scelta di Rutelli.
Questo non è il vero Pd
Europa 24nov09

Paolo Gentiloni si è chiesto, nei giorni scorsi, se sia stato puro velleitarismo ritenere, come tanti di noi hanno fatto negli ultimi quindici anni, che la politica italiana e in particolare il centrosinistra fossero pronti a realizzare la rivoluzione culturale che il progetto del Partito democratico richiedeva. Io non lo credo; la sfida non era impossibile.
Certo non lo era quando questo grande sogno ha preso il via ma lo è diventato man mano che si è andata spegnendo la spinta al cambiamento partita con l’89 e rimasta viva e creativa fino al 1998. Il Pd non era un espediente per far sopravvivere alcuni spezzoni dei partiti travolti dalla crisi della prima repubblica e dalla caduta del Muro di Berlino. Il Pd era il tentativo di rigenerare le idee e la visione dei progressisti e di dare rappresentanza politica ai ceti che emergevano dalla rivoluzione tecnologica e terziaria della nostra economia, dalla crisi della grande industria e del sistema pubblico e parapubblico. Una rivoluzione culturale che, dopo la caduta del muro e di tutti gli altri muri travolti dalla globalizzazione, richiedeva di mettere in discussione antichi insediamenti sociali, consolidate certezze, tutele tradizionali e antichi diritti per fare irrompere nella rappresentanza sociale e politica i nuovi protagonisti, coloro che talvolta silenziosamente ed in modo invisibile realizzavano una mutazione profonda dell’organizzazione produttiva, economica e sociale dei grandi paesi occidentali.
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“Una buona fetta di elettorato accetta…”

mercoledì 18 novembre 2009

La sfida del Pd non è perduta

Europa – 17 novembre 09

Ora che la scelta di Francesco Rutelli si è compiuta, con la presentazione di Alleanza per l’Italia, provo a riassumere le cose che ho detto in queste settimane a tanti amici preoccupati e addolorati dopo anni di lavoro comune. La premessa è che la scelta di Rutelli merita rispetto. E non lo dico solo in nome dell’antico sodalizio che mi lega a Francesco, Linda e altri che sono usciti dal Pd. Merita rispetto in sé, il rispetto che si deve alle scelte politiche trasparenti e in un certo senso coraggiose. Certe reazioni arroganti riflettono solo miopia e cattive abitudini, le stesse che da mesi cercano di marginalizzare o addirittura sospingere fuori dal Pd chi nuota controcorrente. (continua…)

Domenica, i risultati delle primarie “aspettiamoli” insieme

sabato 24 ottobre 2009

Credo sia importante estendere a tutti noi:  Circoli,  Federazione Pd di Mantova,  rappresentanti delle Istituzioni mantovane e a tutti gli elettori delle Primarie, l’augurio e l’invito che il vicedirettore di Europa porge ai tre responsabili delle Mozioni.

g. quiri

Domenica i risultati delle primarie aspettateli insieme

Europa – 23ott09

Al partito, devono andare al partito. Bersani, Franceschini e Marino dovrebbero essere lì, in via delle Fratte, domenica sera alle otto, quando chiudono i seggi delle primarie. Non dopo, non quando i risultati saranno acquisiti e pubblici, quando ciascuno saprà già qual è il suo ruolo e avrà deciso che faccia è il caso di fare. Ma durante, quando ancora tutto sarà incerto, mentre arrivano gli sms coi dati e Migliavacca li riceve. Anzi non dovrebbero andarci solo loro tre. Dovrebbero essere tutti lì, al Nazareno. Ci piacerebbe immaginarceli come sappiamo che sarebbero, D’Alema seduto davanti a un computer come quella notte dei risultati delle politiche che non arrivavano, Marini in piedi alle sue spalle che guarda lo schermo con la pipa spenta in mano, Fassino e Fioroni attaccati ai telefonini, Letta e la Bindi che sdrammatizzano toscaneggiando, Rutelli che passeggia nervoso come un papà in corsia in attesa che nasca il partito mai nato.

(continua…)