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‘WELFARE’

Gli immigrati e l’italia del futuro

venerdì 2 gennaio 2009

Nell’interessante Dossier “Mondo 2050″ dell’Unità di oggi c’è un prezioso riferimento alla lezione del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia Ignazio Visco “Invecchiamento della popolazione, immigrazione, crescita economica”.

Da una fonte autorevolissima, tecnica e, diciamo, per niente “schierata”, viene l’affermazione forte e chiara che “L’immigrazione di forza lavoro da altri paesi si configura innanzitutto come un fattore in grado di di ridurre lo squilibrio tra popolazione in età da lavoro e popolazione anziana inattiva. (…) Non solo il timore di uno spiazzamento dei lavoratori italiani da parte degli stranieri è infondato, ma la loro presenza può contribuire a sostenere, in modo forse cruciale, i tassi di attività della nostra popolazione, in particolare di quella femminile.”

Un altro dato importante è che l’Italia accoglie “male” gli immigrati. Per esempio da noi solo il 10% degli stranieri è laureato, la media europea è del 30%, quella di Germania e e Regno Unito del 40%.

Quindi il tema delle politiche sull’immigrazione “da sinistra”, orientate alla tutela dei diritti, alla accoglienza e alla integrazione sociale va ripreso con forza perchè, oltre che un punto ideale è un punto di moderna e efficace organizzazione delle nostre società.

Allego alcuni riferimenti mi pare molto utili:

Presentazione Powerpoint del XVII rapporto Caritas/Migrantes

Riassunto della lezione di Visco sul sito della Caritas/Migrantes di Torino

Sintesi della Lezione di Visco

La lezione di Visco completa con grafici e bibliografia

La scuola dell’infanzia di Monzambano tra due fuochi (e comunque sempre a rischio chiusura)

giovedì 18 dicembre 2008

Le famiglie di Monzambano nutrono parecchi e, purtroppo, fondati timori che nei prossimi anni, a causa dei tagli alla scuola previsti dal governo, possa chiudere la scuola dell’infanzia di Castellaro, unica materna pubblica del Comune. L’amministrazione, che ha dedicato risorse ed energie quasi esclusivamente per portare avanti (…piano piano) quell’autentica fabrica del Dòm del nuovo plesso della scuola dell’obbligo, si è fatta trovare del tutto impreparata di fronte una tale sciagurata eventualità.
Pertanto il nostro circolo ha preso una posizione molto decisa, come si può leggere nella lettera che segue (inviata insieme al gruppo consiliare di Alternativa e al PdCI) alla Gazzetta.

Siamo molto preoccupati per la sorte della scuola dell’infanzia statale di Monzambano, schiacciata com’è tra l’incudine della giunta Pellizzer ed il martello del governo Berlusconi.
Non è da oggi che il paese sente questo problema.
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TOGLIERE AI POVERI PER DARE AI RICCHI

venerdì 5 dicembre 2008

 

La franchigia ICI introdotta dal governo Prodi aveva ridotto a pochi euro l’imposta sulle prime case più modeste e aveva limitato l’esborso per i proprietari di immobili con valore più elevato. E’ innegabile che la soppressione dell’ICI sulla prima casa voluta dal governo Berlusconi sia stato invece un vero e proprio regalo ai ricchi.

L’amministrazione comunale di Solferino, con la recente approvazione del piano per il diritto allo studio, ha voluto completare questa opera: dopo che si era già regalato ai ricchi si è pensato di togliere qualcosa ai meno abbienti, abbassando il valore della fascia minima ISEE (il cosiddetto “redditometro”) per l’erogazione di prestazioni a tariffa agevolata quali la mensa scolastica o il servizio di trasporto alunni.

 

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IL FUOCO VIENE SEMPRE ACCESO DA UN PUNTO

sabato 15 novembre 2008

Nel paese dove vivo, Goito, più di un mese fa’ , davanti casa di una famiglia mussulmana (spero che in futuro questa specifica io non debba più usarla) è stata lasciata la testa sgozzata di un maiale.Atto vigliacco e vergognoso!

Ancor più vergognosa è stata l’indifferenza intorno a questo accadimento, vergognoso il “non ci riguarda, non possiamo pensare ai problemi di tutti” usato come risposta al Consigliere Franco Casali che chiedeva, in una riunione del Consiglio Comunale di Goito, un gesto di solidarietà dell’Amministrazione nei confronti di questa famiglia di oneste e ben integrate persone.Un ignobile “ me ne frego”, tanto caro a fascisti di vecchia e nuova leva.Molte speranze riponevo in una differente risposta; pochi dubbi avevo su di una differente risposta!

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La nostra resistenza al decreto Gelmini

domenica 9 novembre 2008

La strenua resistenza all’applicazione indiscriminata del decreto Gelmini relativamente alla chiusura dei piccoli plessi scolastici ha dato i suoi primi risultati positivi: il provvedimento appare per il momento sospeso e rimandato di un anno. Un anno di tempo per rivedere, analizzare caso per caso, predisporre alternative e soluzioni.

Non è poco: una battaglia è stata vinta anche se resta una guerra (difensiva) da combattere. La chiusura a qualsiasi confronto pareva impenetrabile, impossibile da scalfire anche dalla logica e dal buon senso più evidenti. Una logica che impediva di accettare una applicazione cieca di provvedimenti iniqui senza peraltro nemmeno lo strumento dei regolamenti attuativi,una logica che impediva di concepire come risparmio lo spreco dissennato di strutture scolastiche funzionanti o il semplice trasferimento di costi dallo stato all’ente locale (ampliamento ulteriore di plessi, spese di trasporto). Un buon senso che , rispettoso dei territori, comprendeva il valore di una scuola all’interno di una comunità come presidio di socialità, di educazione e di cittadinanza.

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