Chi ha ragione: Mario o Andrea?
Le parole di Rutelli e le reazioni del web
Europa – 28ott09
Se il segretario della Margherita va via
Dopo le primarie è il caso Francesco Rutelli a monopolizzare l’attenzione del popolo del web. Ho provato ad istigare il dibattito ieri con una riflessione articolata pubblicata sul mio blog che riporto qui.
Francesco Rutelli era il segretario della Margherita, che insieme ai Ds ha dato vita al Partito democratico.
Se se ne va il segretario della Margherita, il Pd somiglia un po’ di più al Pds.
Appello a Bersani
A Bersani chiedo di farsi carico concretamente della necessità di dimostrare che il suo Partito democratico è una cosa diversa dalla Cosa 3 immaginata da Massimo D’Alema, perché è chiaro che nella Cosa 3 chi ha una radice diversa da quella pidiessina fa fatica a starci. Bersani avrebbe dovuto spendersi di più per trattenere Rutelli, non vorrei che in sostanza la linea di chi ha vinto il congresso sia quella di spingere i “non omogenei” verso la porta d’uscita del Pd.
Ovunque, in rete e non solo, spunta un tic antico e c’è chi festeggia la fuoriuscita di Rutelli. Io lancio un appello al già segretario della Margherita affinché ritorni sui suoi passi. Mi sembra che ad oggi un appello del genere l’abbia lanciato solo io ed è un fatto grave.
La risposta di Andrea Il blogger
Andrea risponde così a questa riflessione: «Su Rutelli, secondo me ti sbagli di grosso. Non c’è nessuna tentazione egemonica. Almeno non nella base. Rutelli si è comportato male, anzi malissimo mostrando, verso il Pd un atteggiamento arrogante e ricattatorio, tanto che a Roma gli elettori (non i dirigenti) gli han dato una mazzata. Sono mesi (anni!) che scassa i maroni e lo fa secondo me perché è uno attaccato al potere. Da radicale a verde a cattolico progressista a teodem. Mai stato diccì come te (un po’ di coerenza non guasta….). E uno così lo dobbiamo rimpiangere?».
Emblematica
Secondo me la risposta di Andrea è emblematica. Il blogger antirutelliano vede il leader della Margherita come un corpo estraneo, la radice democristiana come «incoerente» rispetto al progetto del Partito democratico, l’esigenza dialettica di un parere fuori dal coro è vista come «un atteggiamento arrogante e ricattatorio». Forse non c’è bisogno di aggiungere molto altro. Basta frequentare il web e si capirà benissimo perché qualcuno sta pensando di lasciare il Pd. Questa mia riflessione ha provocato on line una serie di reazioni improntate alla soddisfazione per l’addio dell’ex vicepremier.
www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it
Tag: bersani, margherita, rutelli
28 ottobre 2009 at 18:29
In un mio intervento sul sito, l’ho chiamato il “Rutelli di Tarso”, ma al contrario di San Paolo, Rutelli è caduto da cavallo sulla via di Damasco (UDC) già almeno cinque volte. Cambiare idea va bene, guai se non fosse così, ma “quando è troppo è troppo”!
Ha ragione Prodi: per uno che se ne va dal PD non succede niente (anche con la Binetti al seguito).
28 ottobre 2009 at 21:34
Non ho particolari simpatie o nostalgie per Rutelli. Mi sta più che bene il commento che da ragione a Prodi. Tuttavia ho la preoccupazione che adesso pesi e conti troppo il tatticismo di D’Alema, che in passato certamente non ha fatto bene a Prodi e all’Ulivo e che, con ogni probabilità, non farà bene in futuro al PD. Il tatticismo è sempre gravido di mancanza di strategia…
28 ottobre 2009 at 23:29
Spiacevole a dirsi ma tutto questo è noia.
3 novembre 2009 at 15:05
Si, è noia ! Ma è ciò che ci offre la politica. E Berlusconi sulla noia ci vive.