Extracomunitari
Ieri sera ho partecipato ad una riunione del Partito Democratico in vista del Congresso e, durante il dibattito, parlando degli extracomunitari, è stata fatta un’affermazione sulla quale vorrei invitare ad una breve riflessione. L’affermazione è questa: “Dovremmo essere grati agli extracomunitari perché svolgono i lavori che noi italiani non vogliamo più fare”. Questa cosa noi la diciamo spesso, ma penso che non sia una bella cosa, perché mi sembra un’ammissione implicita non di accoglienza, bensì di giustificazione alla loro presenza, direi quasi di tolleranza, sul nostro territorio perché, appunto, fanno lavori che noi consideriamo pesanti o degradanti e siamo ben lieti di lasciare a qualcun altro. Non è questo lo spirito dell’accoglienza e dell’uguaglianza che è, o dovrebbe essere, nel nostro Dna: sono persone come noi, non sono i nostri schiavi. Perciò mi chiedo se, forse, non sarebbe meglio lasciare ad altri queste affermazioni e puntare di più sull’uguaglianza e sui diritti umani così come proclamato dalla Dichiarazione universale e dalla nostra stessa Costituzione.
Franca Caiola
Tag: accoglienza, extracomunitari, immigrati, immigrazione, uguaglianza
26 settembre 2009 at 22:25
Sono perfettamente d’accordo !
27 settembre 2009 at 7:53
brava Franca. sull’immigrazione stiamo troppo rincorrendo “la destra”.
hai ragione a dire che ne nostro DNA c’è un valore di uguaglianza molto più forte, dovremmo farlo sentire di più e in modo più coraggioso.
In questo momento abbiamo persino il presidente della camera Fini che insiste sul punto con la sua insistenza sul voto agli immigrati e sul modello di integrazione dei paesi nordici (socialdemocratici). Anche l’UDC è sostanzialmente favorevole.
Paradossalmente è proprio il PD che non ne sta facendo un punto importante della propria iniziativa politica.