IL FUOCO VIENE SEMPRE ACCESO DA UN PUNTO
Nel paese dove vivo, Goito, più di un mese fa’ , davanti casa di una famiglia mussulmana (spero che in futuro questa specifica io non debba più usarla) è stata lasciata la testa sgozzata di un maiale.Atto vigliacco e vergognoso!
Ancor più vergognosa è stata l’indifferenza intorno a questo accadimento, vergognoso il “non ci riguarda, non possiamo pensare ai problemi di tutti” usato come risposta al Consigliere Franco Casali che chiedeva, in una riunione del Consiglio Comunale di Goito, un gesto di solidarietà dell’Amministrazione nei confronti di questa famiglia di oneste e ben integrate persone.Un ignobile “ me ne frego”, tanto caro a fascisti di vecchia e nuova leva.Molte speranze riponevo in una differente risposta; pochi dubbi avevo su di una differente risposta!
Quello che più mi ferisce, però, è l’apparente indifferenza dei non-più-giovani del Partito Democratico, quella stessa indifferenza che ha messo, se ho ben capito, secondo Davide in “Immigrazione:che fare?”, il PD sulla strada dell’emarginazione, a fianco di Lega e Pdl.
A riguardo non concordo affatto con Davide.Le donne e gli uomini del Partito Democratico come me, odiano l’indifferenza.
Tuttavia mi sembra, avverto, sento che i nostri padri e le nostre madri, democratici e democratiche come noi, si siano adagiati su di una passività ed un individualismo che li rende complici del degrado della società in cui viviamo, degrado culturale di comunità ciniche, ingiuste, senza valori.Quella delle donne e degli uomini del Partito Democratico non penso sia indifferenza, è più che altro stanchezza, stanchezza dei nostri padri e delle nostre madri di lottare contro un muro di gomma e di sentirsi definiti “comunisti”.
Da giovane Democratica che ha scelto di parteggiare, di essere parte attiva, dinamica, concreta all’interno del Partito Democratico, sento l’urgenza del “fare”: mi sta a cuore che nessuno si senta escluso, che l’integrazione sia un’opportunità di arricchimento per tutti.Mi sta a cuore che noi donne e uomini Democratici contrastiamo ogni forma di discriminazione nel nome dell’”uguaglianza sostanziale”.Mi interessa che da parte di tutti noi ci sia un “impegno perché i diritti e le libertà si impongano sul razzismo e sulla violenza”, come sta scritto nel Codice Etico del nostro Partito.
Il Partito Democratico ha buone basi, ha dato linee guida che sta a noi tradurre in gesti concreti e chiari.Pensieri e azioni. Nel caso della questione “immigrazione” i nostri valori dovrebbero realizzarsi in gesti di fratellanza.
Sogno, come lo desiderano gli uomini e le donna del PD, che tutti sentano che siamo tutti, ognuno con la propria specificità, fratelli e sorelle.Sento l’urgenza, però, che quest’utopia non rimanga tale ma sia stimolo di azione e realizzazione.A livello nazionale ci si sta muovendo in tal senso, il Partito Democratico sta cercando di portare avanti a livello Parlamentare la proposta di allargare il voto amministrativo .Ottimo.
A livello locale, e ne è testimonianza la testa sgozzata di un maiale che non suscita solidarietà e nemmeno indignazione , trovo ci sia molto da fare, bisogna cominciare…e “sarà pur bene che qualcuno lo faccia.Il fuoco viene acceso sempre da un punto”.
I giovani Democratici dell’Alto Mantovano come me, accesi dal fuoco dell’indignazione stanno ideando un incontro tra esponenti di culture, religioni, etnie differenti.
Un incontro che sia fatto di informazione e approfondimenti, perché l’arma invincibile di noi Democratici è la parola, strumento che ci pemetterà di dimostrare, raziocinando, che ragione, bontà e amore ci possono portare ad una società più giusta per tutti, migliore per tutti.
Pensiamo a questo, come ad un incontro fatto di strette di mano e, da parte mia, anche di abbracci: perché si, credo che anche dolcezza e bontà ci salveranno da questa deriva culturale, da questo incattivirsi generale.Cito (e ne faccio mio il pensiero) Rousseau “…farei vedere che giustizia e bontà non sono solo parole astratte, pure entità morali formate dall’intelletto, ma veraci affezioni dell’anima illuminata dalla ragione….” .
I non-più-giovani del partito Democratico saranno tutti invitati.
Tag: fratellanza, immigrazione, solidarietà, tolleranza
16 novembre 2008 at 1:33
Accolgo con piacere ed interesse l’invito per un incontro tra esponenti e persone di etnie, culture e religioni diverse.
Sono rimasto assai colpito dall’intervento di Marina Cartapati di Goito. Come persona del Pd di Guidizzolo che aiuta il Coordinamento Alto Mantovano a dare forza e coesione al nostro partito, invito a mia volta, gli amici del Pd di Goito, a farsi sentire.
Negli incontri e riunioni che oramai da più di un anno si svolgono nelle varie sedi del Coordinamento: Castiglione, poi Medole e adesso Castelgoffredo sentiamo la mancanza dei rappresentanti del Pd di Goito.
Faccio voti perchè anche alcuni di loro si uniscano al nostro gruppo.
16 novembre 2008 at 10:20
Finalmente una voce indignata e consapevole della realtà che ci circonda, una voce rara nel panorama del PD. Una voce che riaccende la speranza. Grazie.
Corrado Bocchi
Castel Goffredo
16 novembre 2008 at 18:38
Tutti siamo chiamati a dare risposte.
anch’io credo che sia la stanchezza la ragione che spinge gli abituati alla politica (quelli che marina chiama i non più giovani) a delegare ad altri le risposte: ai giovani (”sono loro che ora devono muoversi”), alle istituzioni (”è il comune che deve far qualcosa”), alla superficialità (”è solo il gesto di pochi imbecilli”).
per cui credo che lo scopo di questo incontro deve essere quello non solo di dare risposte a chi ha ricevuto queste ingiurie, ma di farlo assieme agli abituati alla politica (perchè non organizzarlo in un luogo frequentato da anziani?).
provare indignazione significa sperimentare un’emozione. speriamo di esserne ancora tutti capaci.
Valentina
Gonzaga
18 novembre 2008 at 7:55
Grazie Marina per le tue riflessioni, e propongo un primo incontro organizzativo per trovare quella forma che tu proponi fatta di strette di mano, di abbracci e di vicinanza.
cleopatra
castel goffredo
18 novembre 2008 at 18:44
Cara Marina,
mi rivolgo direttamente a te che ho avuto modo di incontrare per la prima volta sul pullman che ci ha portato a Roma il 25 ottobre.
La tua lettera sicuramente ha trovato riscontro in diverse persone e le “provocazioni” che vi si leggono richiedono una riflessione ampia accompagnata da una cultura dell’inclusione che stenta a radicarsi. Se vogliamo essere pessimisti (o realisti) potremmo dire che questa cultura è addirittura ostacolata da una propaganda che fa della sicurezza un baluardo di pregiudizi,diffidenza, paura…
In un bell’incontro sul tema dell’emigrazione tenutosi nell’ambito delle celebrazioni del premio Acerbi di Castel Goffredo che quest’anno ha premiato la letteratura italo-americana con la presenza di autori di prima o seconda generazione di emigranti italiani in USA, il giornalista Stella ha espresso in modo molto chiaro due concetti.
1) Noi italiani ci siamo dimenticati che siamo stati un popolo di di emigranti. Abbiamo rimosso questa nostra storia recente, fatta di povertà, di miseria nera, di grandi drammi. Rimuovedola, non abbiamo imparato niente e non abbiamo saputo attrezzarci per trovare risposte e soluzioni alla immigrazione che ora interessa il nosto Paese.
2)Si può essere “buoni cittadini” se prima si è “cittadini”.Il tema quindi della cittadinanza è un tema cruciale se si vuole affrontare il problema dell’immigrazione. Sappiamo benissimo qual è il punto di vista di chi ci governa, della Lega in particolare.
Come spiegava Stella, gli USA ,dando la cittadinanza agli immigrati, hanno saputo integrarli e hanno saputo costruire un processo di democrazia che oggi vede alla Casa Bianca il presidente Obama.
Al di là del nostro impegno personale che deve sempre esserci per creare
rispetto reciproco, accoglienza e integrazione in un quadro di regole condivise, il cammino che l’Italia deve fare è piuttosto lungo, soprattutto a livello politico.
Ben vengano quindi tutte le iniziative che vanno in questo senso.
Anch’io concordo che il Pd deve farsi promotore di una riflessione seria sui temi dell’immigrazione soprattutto in un territorio come il nostro in cui gli immigrati rappresentano una grande risorsa economica.
Concludo invitandoti a metterti in contatto con il gruppo giovani del Pd mantovano che in questi mesi ha iniziato un percorso di formazione politica al quale tu potrai dare sicuramente un tuo valido contributo.
Con stima
Dina Vignoni
Castel Goffredo