13 febbraio 2010 - Inserito da: Gabriella Felchilcher

Il Paese a senso unico

Credevo di essermi tristemente rassegnata alla deriva del nostro Paese, imbrigliato in una forma di autoritarismo nemmeno tanto velato. Ormai il bavaglio all’informazione, gli attacchi ai giudici, leggi devastanti celate tra le pieghe di decreti mille proroghe sono all’ordine del giorno.

Poi  è scoppiato il caso Bertolaso, per quel che si può capire il solito caso di corruzione ormai un classico in questa Italietta alla deriva. Ed ecco che esco dalla mia rassegnata apatia: ma come? quando succede qualcosa ad un politico del centro-sinistra quella schiera di benpensanti che ci governa urla allo scandalo, ne chiede le dimissioni a gran voce, le ottiene. Poi questi splendidi esempi di rettitudine, non contenti,  fanno partire una campagna mediatica urlata, tesa a dimostrare che la sinistra non ha più lo scettro della moralità.

Per Bertolaso invece le dimissioni non vengono accettate, anzi parte la campagna di attacco ai giudici.

“Una persecuzione! Non si riesce a governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici” tuona l’omino di Arcore. Ma come? I giudici vanno bene solo quando indagano ed inquisiscono i politici di sinistra? E allora mi indigno davvero, mi indigno perché penso che la legge sulle intercettazioni telefoniche impedirà di scoprire pozzi neri come quelli del G8 o quelli della ricostruzione in Abruzzo e i disonesti la faranno franca ancora una volta!

Ma in che Paese viviamo? Chi non si rende conto delle profonde distorsioni apportate al sistema o è un tonto o è un disonesto, non c’è via di mezzo.

Sollevo un po’ il mio morale leggendo Massimo Gramellini che sulla Stampa dell’11 febbraio 2010 con il titolo“Indipendenti Pubblici” scrive al Premier. Ne riporto alcuni brevi ma significativi  passaggi che vorrei condividere con altri “rassegnati” come me:

“..Nessuno può lavorare in un’azienda privata perseguendo interessi diversi da quelli del manager scelto dall’azionista. Nelle aziende pubbliche invece  succede. Perché gli azionisti di uno Stato sono i cittadini. I quali scelgono il manager, cioè il premier tramite libere elezioni. Ma nell’ingaggiarlo non gli delegano ogni potere. Soprattutto non gli riconoscono quello di considerare alle proprie dipendenze chiunque riceva uno stipendio pubblico. Per dire: i prefetti sono assistenti del manager e devono obbedirgli. I giudici no. I cittadini azionisti li pagano per applicare la legge a chiunque anche al manager che gli stessi cittadini hanno assunto.” [....]

“Follia pura..si chiama democrazia, il peggiore dei regimi, esclusi tutti gli altri: lo sosteneva già Churchill, un comunistaccio che Le raccomando…” conclude Gramellini!

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3 Commenti in “Il Paese a senso unico”

  1. morandini roberto Says:

    Gabriella rassegnati tanto non ne usciremo vivi.
    Cordilaità

  2. giorgio Says:

    Chi non si rende conto delle profonde distorsioni apportate al sistema o è un tonto o è un disonesto, non c’è via di mezzo.

    Rilancio, cara Gabriella, introducendo la terza via – che di mezzo non è, e spesso si accompagna alle altre due prospettate: ci troviamo davanti a un ignorante, che per me è molto meno scusabile del tonto, sicuramente, ma in fondo anche meno scusabile del disonesto, che nelle sue scelte ha un fine chiaro…

  3. Gabriella Felchilcher Says:

    Roberto, il problema è che io non voglio rassegnarmi! Cerco di farlo, ma poi mi cresce dentro l’indignazione e mi dico che qualcosa dobbiamo fare almeno per le future generazioni che non si meritano tutto questo.
    E dopo la rassegnazione e l’indignazione faccio anche due calcoli molto terra terra: noi siamo più giovani (non solo dentro) di buona parte delle cariatidi che ci governano ora e allora spero, spero sempre che la natura faccia il suo corso. :-) ) e adotto il motto: Una risata vi sotterrerà! ;-)
    ciao a presto!

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