1 dicembre 2008 - Inserito da: Davide Oneda

IL RITORNO DI TAFAZZI

Oggi è lunedì 1 dicembre. Venerdì scorso il governo ha approvato il decreto anticrisi e da Sabato mattina è una gara tra esponenti nazionali del Pd nello stigmatizzare l’aumento dell’IVA sul canone di sky tv. Non c’è Tg e giornale che non ripotino strali sul conflitto di interessi.Bene. Benissimo.

Oltre tutto sono un abbonato sky. Bene. Benissimo.

Hanno pensato anche Berlusconi e suoi abilissimi esperti di comunicazione. Infatti da stasera la risposta è: ma come, vi scandalizzate perché considerate troppo pochi i 40 euro mensili della social card  e poi vi lamentate perché togliamo 4 euro al mese, che diamo a poveri della social card, a chi si può permettere di spendere per un  intrattenimento superfluo almeno 10 volte tanto? Risposta semplice , ma efficace, che oscura il nocciolo del problema (conflitto di interessi) e che senza dubbio riscuote consenso. 

I nostri si lamentano anche perché non è stato aumentato il canone RAI (quello dei poveri della social card): peggio la toppa del buco… . L’ennesimo assist al Cavaliere. Che tutto è, fuori che stupido ed incapace di comunicare. Infatti i nostri, tutti presi a stabilire se entrare nel PSE o restare sulla porta e capire cosa farà di conseguenza la Binetti (non ci dormo la notte), si sono fatti passare il classico elefante sotto il naso: il taglio del 90% circa del rimborso fiscale per le spese relative al risparmio energetico nelle abitazioni. Più o meno 900, diconsi novecento, milioni di euro stimati per il solo 2008. Roba da stendere al suolo la miriade di piccole imprese industriali e artigiane ( in stragrande maggioranza del nord) che di fatto erano i beneficiari di questa enorme cifra, roba da fare incazzare come bisce centinaia di migliaia di cittadini, che contando sulla finanziaria 2007 (quella di Prodi e Padoa Schioppa) hanno già effettuato i lavori o hanno già ordinato caldaie ad alta efficienza e pannelli solari. Una decisione che sicuramente andrà ad incrementare il “nero” e a ridurre ai minimi termini  per gli anni a venire qualsiasi investimento in materia di risparmio energetico e a deprimere ulteriormente l’economia.  Un danno ambientale altrettanto incredibile, perchè sarà tutta anidride carbonica che continuerà ad essere immessa in atmosfera e perché saranno multe stratosferiche che l’Italia dovrà pagare dopo il 2012, quando l’UE farà i conti con le varie nazioni riguardo agli obiettivi di contenimento delle immissioni dell’anidride carbonica fissati dal protocollo di Kyoto. A fronte di questo, mi chiedo, ma non è il PD che vuole parlare anche al ceto medio (ex), alle piccole imprese e agli artigiani? Quali migliori argomenti si possono utilizzare se non quelli che ho appena esposto.  Ci sarebbero materiale ed argomenti per andare in piazza con i forconi (metafora), ma a parte un trafiletto relativo alle dichiarazioni di Realacci, e alla notizia data dal Sole 24ore, non ho visto nulla . Qualcuno diceva che i tempi in politica sono fondamentali, temo che ancora una volta stiamo perdendo un treno e mi domando: Bonaiuti sta a Berlusconi come Tafazzi sta a Veltroni? Spero di sbagliare il risultato dell’equazione….

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3 Commenti in “IL RITORNO DI TAFAZZI”

  1. gilberto quiri Says:

    Davide,

    finalmente anhe qualche Tv (Crozza e altri) hanno ripreso la cosa! Condivido totalmente il tuo lavoro, mi parrebbe un ottimo articolo da inserire nel prossimo, speriamo, primo numero del giornale del Pd Alto Mantovano.

  2. Ilario Gavioli Says:

    anch’io sono d’accordo che questo tema è più importante della questione Sky su cui sono molto tiepido. Sky godeva di un’iva ridotta e averla equiparata è un’azione a mio parere difficilmente contestabile.
    Le iniziative del governo prodi sulle energie alternative sono invece man mano smantellate, su questo bisogna che ci facciamo sentire

  3. leonardo Says:

    Il problema che hai sollevato,peraltro ripreso da alcuni giornali,si presta a 4 considerazioni:
    1) il carattere retroattivo della manovra per cui molte imprese e famiglie/privati che nel corso del 2008 hanno provveduto ad opere di ristrutturazioni edilizie contando sulla facilitazione non sono,a questo punto,certi di poter usufuire degli sconti fiscali (prima ingiustizia)
    2) nel difficile quadro congiunturale del settore edilizio , la fruibilita’ del “vecchio” pacchetto agevolativo dava almeno un po’ di vigore ai lavori di ristrutturazione sostenendo coprattutto le aziende piccole ed artigianali
    3) non vorrei essere “cattivo profeta” ma ci sara’ un ritorno al “sommerso” soprattutto in questo settore dove invece c’e’ assolutamente bisogno di trasparenza
    4) mentre tutto il mondo, Usa in testa con il programma economico di Obama,si va verso investimenti nella sostenibilita’ ambientale noi,invece,facciamo passi indietro (vedi altre prese di posizione sulla emissione di C02).

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