7 marzo 2008 - Inserito da: Ilario Gavioli

Il vecchio e il nuovo

di Francesca Zaltieri

Al di là delle polemiche che infiammano il post candidature non posso che esprimere la mia grande soddisfazione per essere presente, seppur molto in basso e quindi non a rischio di elezione, nelle lista dei candidati al senato del pd per la lombardia.

Devo pertanto ringraziare chi mi ha segnalato e sostenuto e chi ha ritenuto di dare un forte segnale al territorio dell’ Alto mantovano. Ritengo che ne abbiamo molto bisogno e che anzi il recupero sul nostro territorio sia la grande sfida di questa campagna elettorale. Spiace che a livello mantovano sia offuscata da polemiche sterili e legate non certo al volto nuovo che vogliamo dare al nostro movimento.

All’ultima assemblea dei portavoce e del nostro esecutivo il mio intervento entusiasta e centrato su alcuni temi di fondo importanti del nostro partito è stato del tutto fuori dal dibattito. Mi sono sentita fuori tema. L’attenzione era tutta centrata sulle vecchie ruggini sulle insoddisfazioni dei mancati candidati, sull’esclusione di Burchiellaro, sulla lettera di Fontanili e Brioni..etc. Per carità capisco che le ferite brucino e che certi nodi debbano essere sciolti, ma bisogna anche fare un grosso atto di responsabilità.

Il tempo stringe la posta in gioco è altissima. Nell’alto mantovano c’è stata una vera rinascita di entusiasmo e di interesse. Da tutti i circoli è emerse una più ampia partecipazione: molti giovani, molte donne, voglia di fare, voglia di esserci. Voglia di rinascita della politica e dell’etica nella politica. Vogliamo buttare via questa ricchezza? Vogliamo spegnere la passione nelle vecchie logiche di potere? Allora non parliamo di “nuovo”, ma parliamo di rimpasto, di gattopardismo etc. Ma noi non vogliamo che sia così. Dirò di più: credo che noi possiamo costituirci come vera “avanguardia” del movimento. Portiamo le nostre energie e la nostra freschezza e l’elettorato la premierà. Non tradiamo le aspettative di chi responsabilmente e generosamente si è messo e rimesso in gioco.

Teniamo d’occhio l’obiettivo comune: la rinascita di una sinistra nuova.

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8 Commenti in “Il vecchio e il nuovo”

  1. Ilario Says:

    Francesca ha ragione, anch’io all’ultima assemblea dei portavoce mi sono fatto prendere dalle solite “vecchie questioni interne”.
    Dobbiamo essere più propositivi e più orientati ai contenuti, alle proposte, alle idee e ai programmi.
    Il nuovo consenso che possiamo costruire viene da qui, i litigi interni possono solo toglierne.

  2. Raffaele Favalli Says:

    Prendo spunto da quanto dice Francesca per rimarcare l’importanza che l’alto mantovano deve avere per il nostro movimento.Abbiamo idee, potenzialità , donne e uomini in grado di dare forti segnali al territorio, che sanno incontrare ,ascoltare e dialogare con i giovani , gli immigrati, i pensionati, gli imprenditori, le famiglie ….che hanno l’entusiasmo ma anche le competenze per portare avanti le istanze e fare una politica aperta, entusiasta non legata al mero interesse economico o di parte. Dobbiamo per questo confrontarci di piu’, identificare i temi forti, le esigenze trasversali e prepararaci a questa ed alla prossima scadenza elettorale ( le probabili regionali di Ottobre) per “farci sentire”. Insieme “si puo’ fare ” !!!!!!!.

  3. gabrif Says:

    Questo è parlar chiaro: ritorniamo a credere nella politica al servizio della gente e nell’etica, fondamento portante della politica.
    Basta con questi dinosauri della politica che si sentono indispensabili e che pensano di aver diritto all’incoronazione a vita, basta con i veleni, i messaggi in codice, le battutine che gettano un’ombra sulla credibilità del PD facendo dire alla gente “tanto sono tutti uguali…pensano solo alla poltrona!”
    Proviamo per una volta a pensare ai bisogni reali del Paese e a come risolverli.
    Grazie Francesca! Sono con te!
    Gabriella

  4. alessandrob Says:

    …e come si fa a non essere d’accordo?
    Però noi per primi dobbiamo far diventare questa rinascita l’inizio di un percorso e non il solito fuoco di paglia.
    Per far ciò disinteressiamoci delle decrepite logiche altrui, ma convinciamoci che molto dipende dalle nostre azioni.
    Dunque alimentiamo l’entusiasmo dei giovani e guardiamo all’esperienza di chi da tempo “tira la carretta” perché fusi insieme creino i progetti e poi anche diventino i mattoni della politica nuova del nostro territorio. Impariamo una buona volta a fare sistema tra noi per essere interlocutori forti e coesi del nostro partito, delle altre forze politiche e di tutta la società civile.
    Soprattutto, ragazzi, andiamo tra la gente e le associazioni dei nostri paesi per ascoltare ed interpretare i bisogni e le aspettative di chi non necessita di programmi ma di soluzioni concrete!
    Alex

  5. Alberto Guardini Says:

    E’ tutto condivisibile ciò che è stato detto. E’ ora di finirla con Mantova che viene da noi a chiedere di appoggiare nomi o istanze, o solo in campagna elettorale e poi si dimentica di noi per tutto il resto del tempo. Già l’anno scorso dicevo sulla Gazzetta di Mantova che il futuro del Partito Democratico si gioca nell’Alto Mantovano. Abbiamo dimostrato in più occasioni che uniti possiamo veramente contare qualcosa. Troppe volte siamo stati bistrattati o ci siamo fatti del male da soli, a partire da quando alle primarie del 14 ottobre sono state candidate da noi persone che nulla avevano a che fare con il nostro territorio. Condivido l’articolo uscito oggi sulla Gazzetta nel quale i giovani del PD dicono che non dobbiamo portare nel partito le vecchie beghe presenti all’interno dei DS o della Margherita.
    Dobbiamo tutti insieme, uniti da un comune sentire, nel rispetto delle diverse sensibilità, portare avanti le nostre idee, i nostri progetti per il bene delle nostre comunità e della terra in cui viviamo. Mi piace la ricetta proposta da Alessandro quando dice “alimentiamo l’entusiasmo dei giovani e guardiamo all’esperienza”; molte volte si cerca di bloccare i giovani o dall’altra parte si butta in mare l’esperienza per inseguire il nuovismo e non il nuovo.
    Per quanto riguarda le candidature mantovane credo fosse inevitabile che a Mantova fosse destinato un solo posto sicuro e secondo me Marco Carra è la persona che in questo momento ci può meglio rappresentare, senza nulla togliere all’operato di Burchiellaro del quale non condivido il suo scagliarsi contro le istituzioni mantovane, peraltro dal PD governate.
    Io sono del parere che tutte quelle persone che sono state proposte per le candidature e che non saranno elette facciano da collegamento permanente tra il parlamentare ed il territorio affinché questo possa portare a Roma le proprie istanze e noi possiamo sapere ciò che viene fatto e deciso a Roma.

    Alberto

  6. Gaetano Says:

    Se la politica non fosse un’attività retribuita ma solo una donazione della propria capacità ed esperienza alla comunità, molte resistenze, molte difficoltà artefatte non avrebbero motivo di esistere. Ma queste esistono perché nella determinazione politica delle cose da fare, o delle priorità da scegliere, l’interesse, o magari solo la soddisfazione di primeggiare, prende il sopravvento sull’utilità generale, facendola scendere in secondo piano. La scelta politica di Veltroni di bypassare le candidature di lungo corso rispetto a quelle nuove, assolutamente vivificanti per interi territori, ha creato (e creerà) prese di posizione acrimoniose che forse neanche il tempo riuscirà a sopire. A mio avviso il PD dovrà fare, d’ora in avanti, una scelta coraggiosa: abolire le baronie di qualsiasi tipo e, nella risoluzione politica, partire sempre da una visione prospettica che parte dal basso, dalla gente, possibilmente senza farsi condizionare dalle lobbies.

  7. giovanna Says:

    cosa dire…… mi sento di andare oltre…. mi sento lanciare da qui l’idea di costituire un gruppo che lavori su un progetto politico di territorio che ci dia la forza di esportare il patrimonio di differenze che è l’essenza del nostro partito…. a quel punto non è più importante chi porta quel patrimonio nelle sedi istituzionali …… ma è importante cosa si porta e come lo si porta. Come dice Veltroni ” un grande partito ha bisogno di una grande politica”

  8. Ilario Says:

    aggiungo questo commento che arriva da Giovanni Marinelli

    Domenica 9 marzo 2008 — Location: ARCI TOM
    Riunione del Coordinamento provinciale del PD
    O.D.G. (…..finto) : Organizzazione della campagna elettorale.
    Ma ragazzi, ci rendiamo conto che se continuiamo così perderemo un sacco
    di voti!
    Burchiellaro versus Carra , Mantovanelli versus tutti, Fontanili-Brioni
    versus i 108 del Coordinamento (… alla faccia delle primarie !).
    E la Gazzetta che mette in piazza le nostre divisioni. E’ ora di darci una regolata!
    Appoggiamo serenamente Marco, che è persona onesta e affidabile.

    Giovanni Marinelli — Membro cooptato nei 108

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