6 novembre 2011 - Inserito da: Ilario Gavioli
Nell’intervento di Matteo Renzi sul Corriere della sera del 5 novembre 2011 vengono poste in maniera concisa e decisa alcune cose che “la sinistra” (PD in primis) dovrebbe sostenere (riporto solo l’ultima parte dell’articolo)
Sbaglio a dire che su questi e su altri temi come questi la segreteria (o “il partito”) sono ancora un po’ troppo vaghi?
(…) Ci sono alcune cose da fare, ora. Non tra un anno, non tra dieci anni. Adesso. Vanno dette e vanno fatte, senza incertezze. Se il governo ha un sussulto di dignità, Berlusconi fa un pacchetto di proposte serie, le porta in Aula e le fa votare. Poi, d’intesa con il Quirinale, annuncia ai cittadini (e ai mercati) che nel 2012 si vota e lui non si ricandida. Dopo che Zapatero ha fatto un’operazione analoga lo spread tra noi e la Spagna è passato da negativo a 118 punti base. I mercati, dunque, non hanno avuto paura delle elezioni. Hanno paura di chi non fa niente, di chi vivacchia, di chi va avanti a pernacchie come qualche ministro sempre più imbarazzante o a letterine d’intenti buone solo per Babbo Natale.
Ma se ciò non accade anziché invocare un governo tecnico anche l’opposizione deve dire che cosa ha in testa. L’idea di appoggiare un esecutivo che si limiti a mettere balzelli straordinari senza affrontare i problemi strutturali fa tremare i polsi: significherebbe commissariare la politica senza cambiare le politiche. Per me sarebbe inaccettabile. La nostra parola d’ordine è l’equità sociale? Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036 e contestualmente detassare per i primi tre anni il lavoro dei neoassunti. Semplificare la giustizia, specie quella civile, per garantire la certezza del diritto così da portare nuovi capitali a investire in Italia. Privatizzare le maggiori aziende del Paese non solo per far cassa, ma anche per evitare che la Finmeccanica di turno diventi la riserva di caccia di chi vince le elezioni. Tagliare i sussidi e le agevolazioni alle imprese, semplificare la burocrazia, dimezzando davvero i costi, e i posti , della politica. Riformare il mercato del lavoro introducendo il contratto unico a tutele progressive e superando l’apartheid tra chi è già garantito e chi sta fuori dal sistema del welfare. Portare finalmente la parola merito nelle scuole e nelle università italiane, senza paura di scontrarsi con le resistenze di chi difende il proprio orticello. Un pacchetto di provvedimenti che abbia la funzione di liberare l’Italia, una sorta di angioplastica istituzionale che stasi e sblocchi, subito. Perché lo status quo è quanto di più ingiusto ci sia. E uno schieramento di centrosinistra non può essere progressista nel nome e conservatore nelle scelte. Gli italiani sono persone serie, sono persone perbene. Se vengono chiesti sacrifici – e se qualcuno da l’esempio tagliando i propri privilegi – gli italiani ci stanno. Il nostro è un Paese capace di dare il meglio di sé nelle difficoltà. Ma dobbiamo sconfiggere la peggiocrazia, come Luigi Zingales ha definito dal palco della Stazione Leopolda l’attuale classe dirigente. Quando insieme ad altri amministratori abbiamo posto il tema della rottamazione, ci riferivamo alla necessità di ricambio generazionale che il Paese esprime. Sono il primo a riconoscere che questo tema non basta più. Oggi l’Italia chiede sì un cambio di facce ma soprattutto un cambio di passo. Il centrodestra ha fallito, il centrosinistra vorrà provarci davvero?
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27 ottobre 2011 - Inserito da: Ilario Gavioli
dal blog di Matteo Renzi www.avisoaperto.it
che ne dite?
Il PD che sogno vuole vincere, perché si è stufato di partecipare. Combatte le idee che non condivide, ma rispetta le donne e gli uomini e quindi non accetta la logica degli attacchi personali. Vuole che tutti abbiano una casa ma non delega l’urbanistica alle cooperative dei costruttori o ai professionisti del mattone. Si organizza dentro ai circoli ma cerca di vivere soprattutto fuori, a contatto con le persone vere, quelle in carne e ossa, non quelle dei sondaggi. Scende in piazza una volta ogni tanto e quando lo fa usa le armi non convenzionali del sorriso, non della minaccia: ma soprattutto vive la piazza ogni giorno, come luogo dell’incontro, come occasione per combattere la solitudine del nostro tempo. Perché vogliamo rimanere persone, non trasformarci in consumatori. Ci sono tre milioni di italiani che si impegnano per gli altri nel volontariato, quindici milioni di cittadini che usano il cinque per mille e più di un milione di cittadini che fanno sostegno a distanza: noi non abbiamo bisogno di una big society, lo siamo già.
Il mio PD rimette a posto i conti dello Stato e della amministrazioni pubbliche, non li sfascia. Giudica immorale il debito lasciato in eredità alle nuove generazioni e non sopporta l’idea che oggi lo Stato spenda più per gli interessi che per la scuola: paghiamo più per le colpe dei padri che non per educare i figli. Vuole il consenso degli italiani, ma anche il coraggio dei cittadini. E crede che lo slogan più bello sia quello della verità.
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Tag: partito nuovo, renzi
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25 ottobre 2011 - Inserito da: Franca Caiola
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11 ottobre 2011 - Inserito da: Alberto Guardini
Qualche considerazione sulla Manovra da poco approvata dal Parlamento, in particolare per quanto riguarda la situazione occupazionale.
Possiamo dire tranquillamente che la manovra economica del Governo scoraggia interventi in tal senso, pur avendo l’Italia bisogno di lavoro. Il PIL tedesco pro capite è circa il 30% più alto di quello italiano. Due terzi di questo gap sono dovuti al semplice fatto che in Italia il 63% delle persone tra 15 e 65 anni lavora, contro il 75% della Germania. In Danimarca e in Svezia addirittura quasi l’80% delle persone comprese in quella fascia lavora. Questo gap è particolarmente forte nelle due estremità della vita lavorativa. Abbiamo un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 30% (verso circa l’8% in Germania), e solo poco più del 30% delle persone nella fascia 55-65 anni lavora, mentre in Germania si raggiunge circa il 45%; in Svezia addirittura quasi il 70%. Da noi i giovani faticano a trovare lavoro e chi lo perde oltre i 45 anni fa molta fatica a reinserirsi. Cosa fa la Manovra sul fronte del lavoro? Continua a leggere »
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Tag: giovani, lavoro, MANOVRA, Partito Democratico
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8 ottobre 2011 - Inserito da: Ilario Gavioli
Domenica 9 Ottobre si svolgerà a Rivalta sul Mincio una fiaccolata contro le mafie promossa dai Circoli PD locali in collaborazione con la Federazione Provinciale e con altre organizzazioni mantovane, per dire ‘no a tutte le mafie’ , in seguito ai recenti gravi fatto che hanno interessato il territorio mantovano. La manifestazione, intitolata “Le nostre fiaccole contro tutte le mafie”, è organizzata dal PD di Rivalta e di Rodigo, Federazione PD e Giovani Democratici, con l’associazione “Spezziamo l’indifferenza” e il gruppo consigliare ‘Aria Pulita’. Alla manifestazione hanno già aderito Comunità e Territori Italia dei Valori e Arci Mantova, mentre altri enti e associazioni stanno formalizzando la propria adesione.
Il corteo di fiaccole partirà alle 21.00 dall’area feste in località Platana da dove, percorrendo via Francesca, si dirigerà verso il centro. La fiacccolata toccherà Largo Tosi, via Turati, via Gramsci e piazzetta Arrivabene passerà davanti alle scuole in via Tezzone per terminare in Largo Tosi davanti al monumento ai caduti, dove ci saranno alcuni interventi tra cui il segretario provinciale PD Mssimiliano Fontana.
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