Fiera d’autunno – MEDOLE

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… NEANCHE UN PRETE PER CHIACCHIERAR
Mai sentito un silenzio così assoluto, cielo azzurro, sole caldissimo. Giornata da mare, da lago, da monti.
Per varie venture sono a casa.
Ormai sono due mesi che mi sono insediata come assessore provinciale. Dopo la buriana iniziale dell’entrata in carica, presa visione del più grosso, conosciute tante persone, impostate delle iniziative… c’è un momento per pensare. Pensare a tutto quello che c’è da fare e a tutta la responsabilità del caso. Bisogna dare una risposta alle persone, bisogna dare delle opportunità. Il momento è davvero difficile. Difficile non solo economicamente, che è fattore basilare di benessere , ma anche socialmente, psicologicamente, antropologicamente direi. Si registra una difficoltà complessiva, un disagio generalizzato. I fatti di Londra, ma anche di Philadelphia sono fatti inquietanti. Rivolte e violenza senza né capo ne’ coda, senza obiettivi precisi, neppure ascrivibili a specifici gruppi etnici o sociali. Però si accomunano per il fatto di avere per attori, giovani che esprimono una collettiva volontà distruttiva.
Sono espressione di un comune disagio giovanile, una rabbia contro un mondo che non offre prospettiva, contro una diffusa cultura mediatica schiacciata sul presente, sull’attimo da cogliere e sul vuoto incombente.
Ad una attenta riflessione l’idea di risorsa è nel concetto stesso di cultura. Come sottolinea acutamente Zygmund Bauman (Vita liquida, 2005, p.49), cultura dalla metà del ‘700 indica “attività finalizzata”. Ed è legata ad una concezione degli esseri umani non come “dati in modo non problematico, anelli preordinati della catena divina, ma come elemento duttile, urgentemente bisognoso di restauro e/o miglioria”
Etimologicamente deriva da “colere” che significa coltivare, riferito all’agricoltura, ma anche alla divinità, poiché ha in sé la sacralità dell’auspicio, della “messa a frutto”. “Colere” per avere il favore della terra, della natura e degli dei. Da qui termini che apparentemente sembrano lontani, ma che appartengono allo stesso campo semantico: culto, colto, coltura, cultura.
Cultura, ha poi in sé anche l’idea di futuro, di imminenza, di proiezione, progetto e intenzione che è nella sua forma cristallizzata dell’antico participio futuro.