5 febbraio 2010 - Inserito da: Francesca Zaltieri

Sicurezza e immigrazione

Immigrazione e sicurezza. Sicurezza per chi?

Per i nostri territori “minacciati” da intrusioni straniere e pericolose o per  povera gente dell’altra metà del mondo, truffata, sfruttata, mercificata da  insospettabili “cittadini” con la speranza vana di un futuro?
Spaventosa la cronaca mantovana di questi giorni. Ma davvero può essere che nei nostri civili territori, si faccia tratta di esseri umani? Di donne e di uomini trattati come merce, carne umana senza diritti e senza voce che può essere oggetto di lucro. Le donne le vediamo a frotte di notte sulle strade: non sono “escort”, sono schiave. Sotto il ricatto di debiti enormi inestinguibili o di minacce alle loro persone e alle loro famiglie. Gli uomini, tanti di loro, sono nei campi quando servono o nei cantieri o reclutati dalla malavita. Clandestini e pertanto fuorilegge. Inoffensivi, in quanto tali,  per chi li sfrutta e li taglieggia, per quella”brava gente” che ha trovato la scorciatoia per sistemare le proprie situazioni economiche traballanti. Business senza etica che si trasforma in malavita. Esito aberrante di una dissennata cultura del disprezzo, della discriminazione,  che anche ora mostra quanto banale e “normale” possa essere il male.
L’emergenza educativa e culturale sta pericolosamente degenerando in emergenza etica. E’ compito di tutti noi farsene carico. Nessuno può dirsi fuori

Francesca Zaltieri,  segretaria Circolo PD di Asola

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2 Commenti in “Sicurezza e immigrazione”

  1. Alice Genovesi Says:

    A proposito di questa vicenda locale la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: ma a quale partito daranno il voto questi “onesti” imprenditori? Devo ammettere che mi sono data anche una risposta …

  2. luca de marchi Says:

    Grazie alla Questura Mantovana e al procuratore Capo e’ stata smantellata una organizzazione criminnale di Italiani e “nuovi ospiti”. Mantova poteva diventare Rosarno ma qui’ la comunita’ e le forze dell’ordine hanno risposto , come sempre. Lìinchiesta di Mantova potrebbe essere l’occasione di un ripensamento della politica italiana circa l’immigrazione: maggiore selettività nella concessione dei permessi (da rilasciarsi solo a chi ha prospettive di lavoro regolare), rigore nel perseguire le aziende che assumono in nero, impegno dello Stato e delle sue diramazioni periferiche nell’effettuare controlli. Insomma, bisogna fare tutto ciò che non è stato fatto a Rosarno dove lo scandalo si è protratto, alla luce del sole, per lustri senza che nessuno avvertisse l’obbligo di muovere un dito.
    Ora ci aspettiamo che i responsabili delle negligenze (figlie dell’indifferenza) ne rispondano: dai sindacalisti agli ispettori del lavoro, dagli amministratori locali ai funzionari dell’Inps, dagli uomini delle forze dell’ordine ai magistrati, dai politici della maggioranza a quelli dell’opposizione. La tolleranza zero deve essere uguale per tutti.

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