Contributi Taggati ‘berlusconi’

ANNIBALE E’ ALLE PORTE?

sabato 17 aprile 2010

Il mio amico Antonino Zaniboni, commentando il risultato elettorale di Mantova, ha affermato che sino a quando questa sinistra, per nascondere le proprie divisioni, griderà che “Annibale è alle porte” non vincerà mai.

L’emerito Onorevole non ha capito che Annibale è già entrato profondamente (e subdolamente) in Italia e che ha già vinto molte battaglie (compresa quella di Mantova),  preparandosi a vincere anche quella conclusiva di Canne.

Questa vittoria finale, f acilmente prevedibile se gran parte della cosiddetta “opinione pubblica” non si risveglierà in tempo utile dall’ ”incantesimo carismatico” che Annibale ha saputo magistralmente diffondere, porterà al definitivo sfascio morale e civile (oltre che economico) della Nazione.

Quella del comune di Mantova è stata una battaglia vinta da uomini che ritengo onesti, capaci e volonterosi e che sicuramente amministreranno bene la Città, ma che inconsapevolmente, e quindi in buona fede, stanno dando una mano per la vittoria finale di Canne, anche invitando, come presumo abbiano già fatto, Annibale a Mantova a festeggiare la caduta dell’ ultimo baluardo “comunista” della Lombardia.

L’Emerito onorevole ha affermato altresì che occorre guardare alla “Civitas” e al suo interesse senza pregiudizi ideologici: ciò sarebbe vero e auspicabile se non incombesse la sconfitta di Canne.  Come Annibale sta diffondendo l’etica dell’“interesse individuale” senza Società (sempre più spesso coincidente con l’individualismo della sopravvivenza), Antonino propugna, in nome del “mitico” programma amministrativo,  l’interesse della “Civitas” senza guardare all’interesse della Nazione.

“Il Presidente mi aveva garantito”

giovedì 8 ottobre 2009

“Il Presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che la legge sarebbe stata approvata dalla consulta, posta la sua nota influenza sui giudici di sinistra della corte”.

Non mi piace parlare del nostro attuale Presidente del Consiglio [naPdC] ma questa mi pare una cosa veramente scandalosa.  Userò comunque poche parole.

Secondo il naPdC Napolitano non sarebbe stato leale, avrebbe addirittura “tradito” (!!)  perchè ci sarebbe stato tra loro una specie di accordo: il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto usare la sua influenza per fare pressioni sui 5 giudici di nomina presidenziale. Il presidente Napolitano avrebbe dovuto metterci una buona parola”, un “am racumandi fé bel” che, se fosse stato mantovano, avrebbe dovuto indirizzare ai suoi (rossi) giudici di fiducia.

Via lacci e lacciuoli, tra Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica ci “si mette d’accordo” in modo da aggirare leggi dello stato e costituzione.

E cosa c’è di male??? Se tutto funzionasse così staremmo tutti meglio!!

I ricchi e i potenti senza nessun dubbio starebbero meglio e potrebbero ottenere sempre ciò che vogliono. Agli altri dovranno continuare a pensare i soliti comunisti.

QUANDO BERLUSCONI CADRA’

martedì 6 ottobre 2009

Quando Berlusconi cadrà (.. mi auguro presto), insieme ai suoi ministri-ciambellani, lascerà dietro di sé un cumulo di “macerie” talmente grande che ci vorranno anni di “ricostruzione” per restituire all’Italia quella dignità nazionale e internazionale perduta e massacrata da quasi vent’anni di sciagurato populismo.

Saranno “macerie” non solo economiche e finanziare, ma anche e soprattutto “macerie morali e civili”.

Diffronte ad un debito pubblico in costante aumento, ad una disoccupazione dilagante, ad una inflazione che sta rialzando la testa, ad una povertà sempre più diffusa, ad una evasione fiscale mai riscontrata, avremo davanti a noi una società per la maggior parte “disastrata” moralmente e civilmente da una politica berlusconiana che ha saputo, con grande capacità, interpretare ed emulare i peggiori difetti degli italiani, con risultati “pedagogici” devastanti.

Prepariamoci, intanto, al “muoia Sansone con tutti i Filistei”, nonostante il Grande Pifferaio abbia assicurato che non ci saranno elezioni anticipate, ancorché sbandieri un giorno si e l’altro pure, il “favoloso” 68,4 per cento di “gradimento personale” dato dai suoi sondaggi.

Giovanni Marinelli

LE “RADICI CRISTIANE” DI BERLUSCONI

giovedì 21 maggio 2009

Le “radici cristiane” di Berlusconi più volte ribadite, lasciano quanto meno perplessi visto quanto sta accadendo sotto il suo Governo, oltre che in famiglia. La proverbiale inclinazione degli italiani alla solidarietà nei confronti dei deboli, dei bisognosi e degli oppressi, si è persa negli atti di questa sciagurata classe politica dominante.

Attraverso “respingimenti” e “ronde” si sta esasperando, per un pugno di voti, l’insicurezza dei cittadini messi in grave difficoltà dalla crisi economica.

La cultura reazionaria e leghista, sostanzialmente “fascista”, di questo Governo, con l’introduzione del reato di clandestinità, innesca dei comportamenti sociali lontanissimi dalle suddette “radici” più volte vantate a da quella “carità cristiana” che dovrebbe ispirare l’azione governativa.

Ci si allontana anche dalla “carità laica”, ovvero da quella passione che ci fa sentire l’oppressione, la violenza, l’ingiustizia e la discriminazione perpetrate contro altri come atti che ci offendono come se noi fossimo le vittime.

E’ necessario che gli italiani si sveglino dal loro procurato torpore e dicano “BASTA !” a Maroni, a La Russa e a tutta la corte berlusconiana che sta portando l’Italia alla rovina morale oltre che istituzionale. 

L’INDIVIDUO SENZA SOCIETA’

domenica 3 maggio 2009

Il “berlusconismo” al quale purtroppo dopo 15 anni la grande maggioranza degli italiani si sta assuefacendo (…non avendo in vista un Tony Blair italiano), ha da sempre propugnato la politica Thatcheriana dell’”individualismo senza società” basata sui seguenti assiomi: “se sei povero è colpa tua” e “se non sei furbo sarai sempre povero”. Con una differenza rispetto alla Thatcher: che Berlusconi è una barzelletta fattasi persona che fa ridere mezzo mondo (…tranne purtroppo la maggioranza di cui sopra), mentre la Baronessa non ebbe tale “capacità”, anzi venne presa molto sul serio, specialmente dall’Argentina alla quale dichiarò persino la guerra, vincendola pure.

(continua…)