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	<title>I Democratici &#187; correnti</title>
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	<description>per l'Alto Mantovano</description>
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		<title>Lettera aperta a Franceschini</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Marinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Caro Franceschini,
sono un repubblicano europeo confluito nel Partito Democratico in quanto ho ritenuto (…e ancora, nonostante tutto, ritengo) che solo attraverso detto partito possa essere battuta questa destra populista e cialtrona, che da anni sta progressivamente corrompendo la coscienza civile degli italiani. Il tuo giuramento di fedeltà alla nostra Costituzione, nata dalla gloriosa Repubblica Romana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franceschini,</p>
<p>sono un repubblicano europeo confluito nel Partito Democratico in quanto ho ritenuto (…e ancora, nonostante tutto, ritengo) che solo attraverso detto partito possa essere battuta questa destra populista e cialtrona, che da anni sta progressivamente corrompendo la coscienza civile degli italiani. Il tuo giuramento di fedeltà alla nostra Costituzione, nata dalla gloriosa Repubblica Romana, dall’antifascismo e dalla Resistenza, lo considero un atto di alto significato simbolico che mi fa ben sperare sull’urgente e positivo superamento della grave crisi che il PD sta indubbiamente attraversando.</p>
<p><span id="more-452"></span>Come sai in quanto invitato, il Movimento dal quale provengo, ha tenuto a Roma il suo 3° congresso nazionale che ha sancito l’uscita dello stesso dal PD, in quanto non gli è stata mai riconosciuta la dignità politica di socio fondatore dell’Ulivo, trovando accoglienza nel Partito con il solo “diritto di tribuna” di due senatori, consentitoci per solitaria volontà di Veltroni. Io mi sono battuto in detto congresso, seppure da posizione di minoranza, contro tale decisione motivata da un malinteso “orgoglio repubblicano” che ha offuscato ogni ragionevole e pragmatica valutazione della drammatica situazione politica ed economica in cui tutti ci troviamo, decisione che mi è apparsa  anche come una precipitosa e deplorevole fuga dalla barca che sta affondando.</p>
<p>Caro Franceschini, al di là delle tante irresponsabili battute che circolano sul tuo conto, provenienti purtroppo anche dall’interno del PD, mi auguro che tu sappia avere la forza di fare piazza pulita del correntismo di vertice e dei deleteri personalismi che sino ad oggi hanno discreditato il Partito e affievolite le speranze dei molti che, come il sottoscritto, provenienti da piccoli partiti o semplicemente dalla cosiddetta società civile (….. il popolo delle primarie), hanno molto creduto in questo nuovo soggetto politico. Credo altresì che tu abbia il dovere di dare un volto autenticamente riformista, liberale e laico (.. se vuoi “De Gasperinianamente laico”) a questo Partito. Le prossima sfida sul testamento biologico sta bussando alla porta.</p>
<p>Con molta stima e speranza</p>
<p>Giovanni Marinelli</p>
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		<title>COSE DEL PD</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 11:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Quiri</dc:creator>
				<category><![CDATA[PD PROVINCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[candidati]]></category>
		<category><![CDATA[coordinatore provinciale]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblico la lettera che ho mandato alla Gazzetta, pubblicata il 20 giugno.
Ringrazio innanzitutto la Gazzetta che per 3-4 settimane ha la bontà e la gentilezza (forse!) di pubblicare le nostre “riflessioni” (parola appropriata…mah?) sull’imminente elezione del coordinatore provinciale. Riprendo la lunga e dotta disquisizione sulla Gazzetta di oggi di Daniela Colturani per aggiungere alcune piccole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3" face="Times New Roman">Pubblico </font><font size="2" face="Arial">la lettera che ho mandato alla Gazzetta, pubblicata il 20 giugno.</font></p>
<p><font size="3" face="Times New Roman">Ringrazio innanzitutto la Gazzetta che per 3-4 settimane ha la bontà e la gentilezza (forse!) di pubblicare le nostre “riflessioni” (parola appropriata…mah?) sull’imminente elezione del coordinatore provinciale. Riprendo la lunga e dotta disquisizione sulla Gazzetta di oggi di Daniela Colturani per aggiungere alcune piccole considerazioni. Penso non sia di grande utilità rilevare che ci doveva essere più tempo a disposizione, da qui al giorno delle primarie, è vero, ma non serve, la decisione presa è, quindi amen. Personalmente non ho alcuna velleità, ci mancherebbe altro, ma mi piacerebbe  che la persona che sente di avere la motivazione giusta ci dicesse: </font></p>
<p><font size="3" face="Times New Roman">1) ho appunto la motivazione giusta, più semplicemente la “voglia” di fare il coordinatore provinciale. </font></p>
<p><font size="3" face="Times New Roman">2) do garanzia di assoluta autonomia presente e soprattutto futura da gruppi più o meno consolidati e da correnti varie vaganti nel partito. </font></p>
<p><font size="3" face="Times New Roman">3) mi impegno ad incontrare ogni due mesi nelle 4-5 aree della provincia i coordinatori dei Circoli e i componenti di buona volontà dei Circoli stessi per ascoltare e per confrontarci insieme sulle priorità possibili. </font></p>
<p><font size="3" face="Times New Roman">Al programma del candidato non serve altro, tutte le parole eventualmente aggiunte sono superflue e scontate.</font> </p>
<p><font size="3" face="Times New Roman">Gilberto Quiri<br />
</font><font size="3" face="Times New Roman">Via Nuvolari 13, Guidizzolo (MN)<br />
</font></p>
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		<title>Dal presidente del Coordinamento Provinciale</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 10:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>
		<category><![CDATA[PD PROVINCIALE]]></category>
		<category><![CDATA[candidature]]></category>
		<category><![CDATA[correnti]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[partito nuovo]]></category>

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		<description><![CDATA[Invio la riflessione che come presidente ho presentato domenica 9/03 all&#8217;Arci Tom davanti ai membri del Coordinamento Provinciale.
Stiamo vivendo una fase delicata del nostro cammino di partito.
Non nascondo le difficoltà che derivano dal mio ruolo di garante nel cercare di costruire  il dialogo nel rispetto delle diverse &#8220;culture&#8221;, ma serve davvero una svolta. Cerchiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invio la riflessione che come presidente ho presentato domenica 9/03 all&#8217;Arci Tom davanti ai membri del Coordinamento Provinciale.<br />
Stiamo vivendo una fase delicata del nostro cammino di partito.<br />
Non nascondo le difficoltà che derivano dal mio ruolo di garante nel cercare di costruire  il dialogo nel rispetto delle diverse &#8220;culture&#8221;, ma serve davvero una svolta. Cerchiamo una convergenza su un progetto politico che non può nè essere svilito nè essere portato avanti da vecchie logiche.<br />
Chiedo pertanto a tutti coloro che vorrano intervenire su questo tema, un  loro contributo di idee, di proposte e di impegno.<br />
Grazie a tutti,<br />
Dina Vignoni</p>
<p><span id="more-88"></span></p>
<p>Intervento all’assemblea del Coordinamento Provinciale del 09/03/2008<br />
Dopo l’incontro di mercoledì, dove sono emersi prepotentemente i problemi legati alle candidature, penso che l’incontro di oggi debba avere un forte taglio politico.<br />
Il chiarimento è necessario perché non ci può essere una buona organizzazione se non c’è la voglia e il coraggio di fare delle analisi e di chiederci come mai da più parti si viva un forte disagio.<br />
Oggi, dobbiamo dare delle risposte altrimenti non riusciremo a costruire coesione.  Oggi, si deve voltare pagina.<br />
Ogni volta che si cerca di comunicare mettiamo in gioco il pensiero.<br />
Il Partito Democratico ha bisogno di pensiero politico che si traduce in progetto politico.<br />
Ha bisogno di un luogo che è il partito stesso nei suoi organismi.<br />
Non sono i giornali i luoghi dove noi dobbiamo trovare la mediazione.<br />
Il più delle volte troviamo lo scontro fine a se stesso.<br />
La gente che legge non è questo che vuole.<br />
Ci è stato detto anche dai portavoce di circolo.<br />
A nessuno di noi sfugge la difficoltà di trovare un percorso comune, un linguaggio condiviso.<br />
Siamo un partito appena nato e già impegnato nella campagna elettorale.<br />
Siamo un partito che sta cercando di trovare equilibrismi interni per garantire a tutte le “sensibilità” un riconoscimento, e come ci si batte perché nessuno passi in secondo ordine.<br />
Poi magari diciamo che sono gli altri ad avere logiche di corrente.<br />
Siamo coloro che rappresentano i cittadini ma gli stessi ci stanno dicendo di smetterla con le nostre “baruffe” perché i problemi sono altri.<br />
Lo dice con forza Veltroni.<br />
L’Italia nuova va costruita a partire da una società che è cambiata.<br />
Ma il modo di fare politica è cambiato?<br />
A quanto pare no!<br />
C’è un “dichiarato” e un “agito” che sono in forte contrasto tra loro e su questo ci giochiamo la credibilità.<br />
Siamo un partito che da una parte “dichiara” e dall’altra “agisce”; che si dà delle regole e poi non le rispetta.<br />
Emblematica è la collocazione delle donne nelle liste della Camera e del Senato, ma non solo a livello mantovano, anche in quello nazionale.<br />
La parità di genere va raggiunta!<br />
Ma noi donne dobbiamo fidarci di più le une delle altre. Oltre le appartenenze ideologiche perché la strada per una promozione delle potenzialità femminili è ancora lunga.<br />
Siamo un partito di volontari e di funzionari. Tra noi c’è chi fa politica ritagliando il tempo dai vari impegni familiari e professionali.<br />
Tra noi  c’è chi lo fa come professione.<br />
Sono ruoli diversi ma che si integrano.<br />
C’è bisogno gli uni degli altri in un rispetto reciproco per ciò che ciascuno può dare.<br />
Ciò che unisce queste diverse modalità di vivere la politica è la finalità: un partito che legge le necessità del Paese, le interpreta e dà risposte.<br />
Siamo un partito che tiene dentro di sé storie e appartenenze diverse, con rappresentanze numericamente diverse.<br />
Far finta che non sia così, non corrisponde a verità.<br />
Ma non possono esserci meccanismi di omologazione o di assimilazione.<br />
Dobbiamo imparare a cogliere ciò che di nuovo c’è nella proposta del Pd  e convogliare su questa le nostre esperienze e le nostre competenze.<br />
Non è possibile il contrario: adattare la novità del Pd ai vecchi schemi di partito.<br />
Una toppa nuova non si mette su un vestito vecchio.<br />
Siamo un partito di adulti e di giovani, di chi ha militanza storica e di chi si affaccia per la prima volta alla politica.<br />
C’è una responsabilità educativa e generazionale che deve vedere gli uni e gli altri mirare ad un progetto nuovo in un travaso continuo di passione, esperienza, pungolo, riflessione.<br />
I giovani hanno il dovere di chiedere un modo nuovo di far politica, ma devono essere coerenti perchè spesso le vecchie logiche di partito non  hanno età anagrafica.<br />
In questo contesto di grande novità noi andiamo alle urne.<br />
Lo sappiamo: Mantova non ha più in posizione eleggibile i parlamentari della legislazione precedente.<br />
Le liste sono state predisposte e sui meccanismi di presentazione dei candidati abbiamo bisogno di soffermarci.<br />
Le modalità di individuazione dei candidati sono state affidate alle indicazioni provenienti dai circoli.<br />
L’esecutivo provinciale, attingendo dal regolamento regionale, non ha dato indicazioni di un numero minimo di nomi, cosicché, come ben sapete, sono giunti alla segreteria del partito ben 88 nominativi.<br />
Un numero eccessivo è vero, ma se leggiamo questo dato come indicatore della disponibilità delle persone a mettersi in gioco, in rappresentanza dei territori, senza dubbio dobbiamo riconoscere la voglia di partecipare e di esserci.<br />
Certo, se avessimo ascoltato la vicecoordinatrice che saggiamente indicava la possibilità di una eccessiva proliferazione, saremmo stati in grado di fare una scrematura già in una prima battuta.<br />
I nominativi ritornati da Milano sono stati registrati per numero di indicazione proveniente dai singoli circoli fino ad arrivare alla lista dei 13, 8 donne e 5 uomini. Una lista che contemperava le diverse sensibilità.<br />
E’ vero che si è detto che Burchiellaro avrebbe avuto una sua corsia essendo stato parlamentare per solo 20 mesi. Diversi circoli hanno assunto questa informazione e l’hanno utilizzata nel definire le indicazioni per le candidature. E’ vero che comunque il nome di Burchiellaro è stato indicato da diversi circoli.<br />
Fino alla definizione della lista dei 13 il percorso è stato condiviso nell’esecutivo e di questo io come presidente do garanzia.<br />
Poi, dal momento che le indicazione sono partite da Mantova, sono iniziate  pressioni sugli organi selettivi, estranee all’esecutivo come organo decisionale, pressioni fatte a livello personale e di gruppo.<br />
I risultati li conosciamo: abbiamo un solo candidato in posizione eleggibile.<br />
A noi oggi spetta la decisione: si può continuare a insistere con gli stessi sistemi o finalmente cambiare, coscienti che, probabilmente, lungo questa strada perderemo amici e compagni che non vorranno, o non potranno cambiare.<br />
Se riusciremo in questa sfida potremo dire di avere partecipato ad una vera rivoluzione, una rivoluzione che consegnerà ai nostri figli un modo diverso, nuovo e aperto di fare politica.<br />
In questa “querelle” nessuno può “tirare la prima pietra” perché tutti più o meno siamo responsabili<br />
Ora non è più il tempo di essere di “qualcuno”, dobbiamo renderci conto che se continueremo a ragionare e operare per schieramenti non avremo nessun futuro.<br />
Che necessità c’era di fare il Partito Democratico se ancora adesso si continua con gli schieramenti e i modi dei vecchi partiti?<br />
Lo so che non è facile, certe cose sono così radicate che ci vorrà molto tempo per cambiarle.<br />
Ma serve coraggio per arrivare ad una riconciliazione politica.<br />
Serve fantasia per trovare strade nuove di aggregazione.<br />
Serve ascolto per prestare attenzione alle richieste della gente che chiede unità.<br />
Serve uno slancio di generosità che si apra al futuro.<br />
Serve pazienza per trovare linguaggi nuovi.<br />
Serve tenacia per non abbattersi di fronte alle inevitabili difficoltà.<br />
Ma se lo faremo, avremo qualcosa di grande e di nuovo: il Partito Democratico.<br />
Noi vogliamo, noi dobbiamo, essere diversi. E’ oggi che si comincia.</p>
<p><strong><em>Dina Vignoni</em></strong></p>
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