6 Ottobre 2008, intervento al Convegno di “Prospettiva Nuova”:
“Un partito nuovo, democratico e liberale. Il partito democratico e le sue prospettive per le elezioni amministrative”
Una lettura sia pur schematica della situazione politica nazionale, certo è utile se non necessaria quando si affrontino con serietà i nodi politici locali. Soprattutto quando questi toccano elezioni amministrative diffusissime, 48 Comuni a Mantova nella prossima primavera, per di più in parallelo con una consultazione elettorale europea. Quest’ultima dalle implicazioni politiche, e di cultura politica, enormi per il partito democratico. Disegno una possibile traccia dell’attualità politica italiana in questo modo: quella che alcuni chiamano “transizione infinita” è veramente ancora in corso. Due partiti “nuovi” sono in fase di costruzione: da un lato la prospettiva già fondata di un partito “progressista”, da molti immaginato come partito democratico, liberale e popolare; dall’altro si è profilata la prospettiva, ora in divenire, di un partito che chiameròpopolar conservatore. Termine questo, non privo di nobiltà storica e politica, in uso comune nel Regno Unito, ma in Italia assai evitato, anche se i conservatori italiani sovente lo sono assai più che non quelli britannici.
Il partito popolar progressista ha alla sua sinistra un’area inquieta, ora in fase di ricerca nuova, riferita a posizioni radicali, soprattutto di perdurante connotazione ideologica comunista o di ambientalismo refrattario ai temi dello sviluppo. Il partito popolar conservatore, il polo principale dell’attuale maggioranza governativa, alla sua destra non ha nulla. Questo è un fatto non privo di significato, anche in riferimento alla circostanza che invece rileva una marcata posizione alla sinistra del partito popolar progressista.
(continua…)