Un’altra politica energetica
sabato 23 aprile 2011Il governo fa un passo indietro sul nucleare, anzi due, tre, quattro… potremmo dire un passo indietro “ad personam”.
Ma la cosa più imbarazzante è che questo governo è incapace di presentare un piano energetico per il paese. Il noto economista Jeremy Rifckin nel suo saggio “Anticipare la terza rivoluzione industriale” sostiene che il vero futuro sta nel fornire energia in modo distribuito attraverso piccoli sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, come impianti solari fotovoltaici, solari termici, mini idro-elettrici, geotermici ad alta e bassa entalpia, da biomasse e biogas integrati con reti di teleriscaldamento e pompe di calore e con le soluzioni di nuovissima generazione come il solare termodinamico.
Leggendo il rapporto di Legambiente “comuni rinnovabili 2010”, si può constatare non impossibile e tanto meno fantasioso mettere in pratica un sistema che produca energia grazie ad un mix di fonti rinnovabili. La classifica che viene stipulata in questo rapporto, “comuni 100% rinnovabili”, decreta al primo posto il comune di Sluderno in provincia di Bolzano. Il suo successo si fonda sull’utilizzo di diversi impianti diffusi nel territorio: Dai 960 metri quadri di pannelli solari termici e 512 kW di pannelli fotovoltaici diffusi sui tetti di case e aziende, ai 4 micro impianti idroelettrici che hanno una potenza complessiva di 232 kW, fino agli impianti di biomasse locali. Per rendere efficiente un progetto di questa entità, è necessario affiancare anche un grande piano di risparmio energetico, iniziando a fare rispettare la legge (10/91) dal titolo “Norme in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”.
Anche su questo tema ci sono studi e ricerche che danno la possibilità di migliorare l’efficienza energetica. Ad esempio recenti studi dell’Enea , ha dimostrato che se si utilizza la fibra di basalto nel calcestruzzo al posto dell’acciaio il risparmio energetico è garantito; se si ipotizza un impiego del basalto in sostituzione del 5% del ferro utilizzato in edilizia, si potrebbe conseguire un risparmio energetico equivalente alla produzione di una centrale da circa 500 MW attiva per 8 mila ore/anno. Viene naturale pensare come potrebbero migliorare le cose se si utilizzasse la fibra di basalto al 100%!
Questi sono solo alcuni esempi di come potremmo cambiare la politica energetica del nostro paese. Ma purtroppo questo governo non ha i titoli per poter fare un progetto di tale portate perché per fare questo ci vuole un governo coraggioso, che investa nella ricerca e sviluppo, un governo che abbia come obiettivo principale il bene comune e non gli interessi di pochi.
Matteo Biancardi, candidato consigliere provinciale nella lista Partito democratico collegata alla candidatura alla carica di Presidente della Provincia di Alessandro Pastacci.
