Contributi Taggati ‘extracomunitari’

Comunità fragili

lunedì 8 febbraio 2010

In questi giorni le pagine dei giornali locali hanno raccontato due storie: quelle di due comunità, Guidizzolo e Bigarello, che alla notizia improvvisa dell’arrivo di famiglie Sinte si trovano smarrite e in difficoltà e quella di Volta Mantovana che vive con disorientamento la vicenda legata allo sfruttamento dei cittadini stranieri irregolari.
Sono storie che fanno riflettere e che mettono in luce la fragilità delle nostre comunità. Improvvisamente si rivelano due volti: uno, la dimensione della produttività , del lavoro, dello “stare” in una modernità senza regole dove tutto è ammesso e l’altro la paura verso chi improvvisamente irrompe nei vissuti quotidiani.

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2010 odissea nel mondo della crisi, della paura e del razzismo

domenica 10 gennaio 2010

Leggendo le cronache di Rosarno  si resta allibiti, sgomenti di fronte a quanto sta succedendo nel nostro paese. Si accavallano nella mente tante immagini, condizioni disumane di vita in baracche di cartone e scene inaudite di violenze: violenza, condannabile, dovuta all’esasperazione, che genera altra violenza quella punitiva, squadrista. Restano nelle orecchie le urla bestiali di chi si scaglia sia contro quei “neri che se ne devono andare”, sia contro le forze dell’ordine colpevoli di difendere i neri,  nel tentativo di riportare un minimo di legalità in una terra dove governa l’antistato che ha un solo nome: ’ndrangheta. La cosa strana è che la criminalità nella zona  gestisce i propri affari e non dovrebbe avere interesse a disordini che richiamino l’attenzione dello Stato o forse lo fa proprio per creare un diversivo rispetto alla bomba esplosa a Reggio Calabria? Gli interrogativi sono tanti.

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Extracomunitari

sabato 26 settembre 2009

Ieri sera ho partecipato ad una riunione del Partito Democratico in vista del Congresso e, durante il dibattito, parlando degli extracomunitari, è stata fatta un’affermazione sulla quale vorrei invitare ad una breve riflessione. L’affermazione è questa: “Dovremmo essere grati agli extracomunitari perché svolgono i lavori che noi italiani non vogliamo più fare”. Questa cosa noi la diciamo spesso, ma penso che non sia una bella cosa, perché mi sembra un’ammissione implicita non di accoglienza, bensì di giustificazione alla loro presenza, direi quasi di tolleranza, sul nostro territorio perché, appunto, fanno lavori che noi consideriamo pesanti o degradanti e siamo ben lieti di lasciare a qualcun altro. Non è questo lo spirito dell’accoglienza e dell’uguaglianza che è, o dovrebbe essere, nel nostro Dna: sono persone come noi, non sono i nostri schiavi. Perciò mi chiedo se, forse, non sarebbe meglio lasciare ad altri queste affermazioni e puntare di più sull’uguaglianza e sui diritti umani così come proclamato dalla Dichiarazione universale e dalla nostra stessa Costituzione.

Franca Caiola