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LE “RADICI CRISTIANE” DI BERLUSCONI

giovedì 21 maggio 2009

Le “radici cristiane” di Berlusconi più volte ribadite, lasciano quanto meno perplessi visto quanto sta accadendo sotto il suo Governo, oltre che in famiglia. La proverbiale inclinazione degli italiani alla solidarietà nei confronti dei deboli, dei bisognosi e degli oppressi, si è persa negli atti di questa sciagurata classe politica dominante.

Attraverso “respingimenti” e “ronde” si sta esasperando, per un pugno di voti, l’insicurezza dei cittadini messi in grave difficoltà dalla crisi economica.

La cultura reazionaria e leghista, sostanzialmente “fascista”, di questo Governo, con l’introduzione del reato di clandestinità, innesca dei comportamenti sociali lontanissimi dalle suddette “radici” più volte vantate a da quella “carità cristiana” che dovrebbe ispirare l’azione governativa.

Ci si allontana anche dalla “carità laica”, ovvero da quella passione che ci fa sentire l’oppressione, la violenza, l’ingiustizia e la discriminazione perpetrate contro altri come atti che ci offendono come se noi fossimo le vittime.

E’ necessario che gli italiani si sveglino dal loro procurato torpore e dicano “BASTA !” a Maroni, a La Russa e a tutta la corte berlusconiana che sta portando l’Italia alla rovina morale oltre che istituzionale. 

HA RAGIONE GHERARDO COLOMBO

mercoledì 1 ottobre 2008

Gherardo Colombo, l’ex magistrato di “mani pulite” ha ragione quando afferma, di fronte ai 5,2 milioni di cause penali pendenti e ai 10 anni occorrenti per concludere una causa civile, che la lentezza per avere giustizia è avvertita come una ingiustizia, e che la colpa di tale situazione non è solo della magistratura, ma anche, unitamente ad altri marginali fattori, del governo, dell’avvocatura.
E dei cittadini.

Alla osservazione che i cittadini si vedono più come vittime, risponde che in realtà si registrano tre milioni di notizie di reato all’anno. E sono i cittadini a produrli. Per la loro diseducazione alla legalità (Espresso del 2 Ottobre)
È triste constatarlo, ma ciò è talmente vero e diffuso che svanisce ogni speranza che qualsiasi riforma, non solo della Magistratura, possa funzionare.
Intanto il governo, con lo smantellamento della scuola pubblica, con la guerra ai magistrati, con il “lodo Alfano”, con il surrettizio invito all’evasione fiscale e contributiva (nascosto in apparentemente “utili” perché semplificativi provvedimenti) sta portando avanti, con l’esempio, la propria “scuola” di educazione alla legalità.