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	<title>I Democratici &#187; immigrazione</title>
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	<description>per l'Alto Mantovano</description>
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		<title>Melting pot: festa multiculturale a castel goffredo il 4 luglio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleopatra Giazzoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[INIZIATIVE E EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pdaltomantovano.it/wp-content/uploads/2010/07/MELTING-POT-FEAST-2010-A5low.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1001" title="MELTING POT FEAST 2010 A5low" src="http://www.pdaltomantovano.it/wp-content/uploads/2010/07/MELTING-POT-FEAST-2010-A5low.jpg" alt="MELTING POT FEAST 2010 A5low" width="421" height="595" /></a></p>
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		<title>Noi, i barbari</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 23:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendo alcuni passaggi per me significativi di uno scritto di Anna Casella che già ha contribuito al nostro portale con riflessioni su stranieri, integrazione &#8230; e lega.
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;
Chi può imporre la sua verità impone “la” verità.
Il discorso politico si costruisce oggi dando libero corso a modi di vedere, di sentire, di parlare che erano tabù fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo alcuni passaggi per me significativi di uno scritto di Anna Casella che già ha contribuito al nostro portale con riflessioni su stranieri, integrazione &#8230; e lega.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
Chi può imporre la sua verità impone “la” verità.<br />
Il discorso politico si costruisce oggi dando libero corso a modi di vedere, di sentire, di parlare che erano tabù fino a qualche decennio fa.<br />
C’era un “non detto” e un “non dicibile” (magari anche un po’ ipocrita) che non entrava nel linguaggio della politica, un “politicamente corretto” che non permetteva ad esempio, di mettere in discussione l’eguaglianza, di chiamare bingo bongo i neri…..<br />
Uno poteva anche sentirsi a disagio davanti agli stranieri o agli zingari ma mai si sarebbe vantato di essere razzista.<br />
Oggi lo fa. E trova chi gli dà ragione. Anche ad alti livelli, anche sui giornali, alla televisione. Anche in Parlamento.</p>
<p>Ci domandiamo abbastanza quanti “imprenditori di odio” esistano e “lavorino” oggi in Italia? Dove siano?</p>
<p>Un cartello con una bella bambina bionda e la scritta “Sì ai bambini padani” è già razzismo.<br />
Soft, gentile e accattivante ma opera con criteri razzisti per un progetto politico. E se nessuno della comunità, neanche il parroco, interviene per dire che non va bene, è già complicità.</p>
<p><span id="more-826"></span></p>
<p>Il conoscente che, gentilmente argomentando, mi dice che i Rom e i Sinti vanno allontanati perché “sono fuori dalle regole democratiche” fa ideologia, perché la delinquenza non è genetica. Aderisce, che ne sia cosciente o no, ad un progetto politico nel quale le culture sono inevitabilmente nemiche. Ora, ammoniva il filosofo Karl Popper, che di società aperta se ne intendeva, non tutti i discorsi possono circolare liberamente nell’arena pubblica. La democrazia non li sopporta tutti: alcuni, al contrario, non hanno diritto di cittadinanza.</p>
<p>Il razzismo è una “proposta culturale vantaggiosa”. Prendermela con gli stranieri non è (non è più, oggi, dopo decenni di storia di migrazione) una questione psicologica, vagamente legata al disagio, o alla paura che mi provoca l’incontro con l’Altro che mangia, si veste, prega in maniera diversa da me. Forse poteva essere vero dieci anni fa, non oggi. Non è vero che gli stranieri ci fanno paura. È vero che ci danno fastidio. E la cosa è ben diversa. Allora prendermela coi neri può voler dire pensare che, senza di loro i miei figli avranno una scuola “migliore” perché fatta di soli bianchi; può voler dire che spero di avere meno concorrenti nella distribuzione dei benefici sociali…e via dicendo.</p>
<p>Quindi? Siamo diventati barbari perché abbiamo sottovalutato il “male” che c’è, che è al fondo di ogni società, e lo abbiamo lasciato fluire indiscriminatamente, nei discorsi, nelle barzellette, nei manifesti, pensando che questo non avrebbe prodotto i suoi effetti nefasti. Siamo diventati barbari perché abbiamo lasciato che il risentimento (quello coltivato nella “taverna balcanica”) diventasse progetto politico.</p>
<p>Forse, se torniamo a parlare di “bene comune”, di etica, magari non risolveremo il problema del male che è in noi e nelle nostre comunità, ma potremmo tenerlo a bada. Etnocentrismo critico e coltivazione delle virtù civiche. E troveremmo magari, negli stranieri, degli alleati. Che ci insegnano anche qualcosa.</p>
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		<title>Sinti a Guidizzolo: voci da Brescia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 23:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[QUELLI DELLA LEGA]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<category><![CDATA[corsini]]></category>
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		<category><![CDATA[sinti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho cercato su giornali e blog bresciani commenti e considerazioni a proposito della &#8220;meritoria&#8221; operazione a danno delle 4 famiglie sinte &#8220;bresciane&#8221; (perchè diciamolo chiaro, per ora le uniche che ci hanno rimesso sono loro).
Riporto tre articoli molto interessanti:
«Ma quale Sviluppo, sono solo dilettanti»,
Articolo ripreso dal sito del PD di Brescia che fa il punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho cercato su giornali e blog bresciani commenti e considerazioni a proposito della &#8220;meritoria&#8221; operazione a danno delle 4 famiglie sinte &#8220;bresciane&#8221; (perchè diciamolo chiaro, per ora le uniche che ci hanno rimesso sono loro).</p>
<p>Riporto tre articoli molto interessanti:</p>
<p><a title="Ma quale sviluppo, sono solo dilettanti" href="http://www.pdbrescia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=891:lma-quale-sviluppo-sono-solo-dilettantir&amp;catid=71:approfondimenti&amp;Itemid=301" target="_blank">«Ma quale Sviluppo, sono solo dilettanti»</a>,<br />
Articolo ripreso dal sito del PD di Brescia che fa il punto della situazione in modo chiaro riprendendo il lavoro fatto dalla precedente giunta Corsini che ha ottenuto pagamenti di bollette e affitti, che è riuscita a garantire la frequenza scolastica ai figli dei sinti e che ha fatto in modo che dal 1996 al 2007 i rom abitanti in città siano passati da 1.029 a circa 300»</p>
<p><a href="http://www.vivicentro.org/content.php/2220-BRESCIA-Del-Bono-una-giunta-in-difficolt" target="_blank">BRESCIA &#8211; Del Bono: «È una giunta in difficoltà»</a><br />
Intervista al capogruppo PD in consiglio comunale a Brescia che, all&#8217;interno di una serie di considerazioni critiche sulla giunta di centro destra, elenca puntualmente gli errori e la cattiva gestione del problema sinti, con un approccio che, a parere di Del Bono, creerà nuova emarginazione e nuova criminalità.</p>
<p><a title="Lega contro Lega" href="http://murodicani.blogspot.com/2010/02/lega-contro-lega-e-lo-scaricabarile-dei.html" target="_blank">Trasloco loco: Fabio Rolfi delocalizza Sinti</a><br />
Articolo all&#8217;acido solforico sulla vicenda sinti pubblicato su un blog senza peli sulla lingua. E che si conclude con un gustoso scenario paradossale in cui &#8220;la Lega crea il problema, la Lega protesta per i disagi e insorge&#8221;, la lega interroga il ministro della lega, &#8220;la Lega si interroga sul da farsi e la Lega propone ordinanze contro sè stessa&#8221; &#8230;</p>
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		<title>Comunità fragili</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 07:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>
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		<category><![CDATA[comunità]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni le pagine dei giornali locali hanno raccontato due storie: quelle   di   due comunità, Guidizzolo e Bigarello,  che  alla notizia  improvvisa  dell’arrivo di  famiglie Sinte  si trovano smarrite  e in difficoltà e quella di Volta Mantovana che vive con  disorientamento la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni le pagine dei giornali locali hanno raccontato due storie: quelle   di   due comunità, Guidizzolo e Bigarello,  che  alla notizia  improvvisa  dell’arrivo di  famiglie Sinte  si trovano smarrite  e in difficoltà e quella di Volta Mantovana che vive con  disorientamento la vicenda legata  allo sfruttamento dei cittadini stranieri irregolari.<br />
Sono storie che fanno riflettere e che mettono in luce la fragilità delle nostre  comunità.   Improvvisamente si rivelano due volti:  uno,  la dimensione  della  produttività , del lavoro,  dello “stare” in una modernità senza regole dove tutto è ammesso e  l’altro la  paura verso chi improvvisamente irrompe nei vissuti quotidiani.</p>
<p><span id="more-799"></span></p>
<p>Due volti che fanno emergere  una fragilità frutto  di quell’insicurezza diffusa che non fa  più distinguere il traffico di merci da quello delle persone,  che fa confondere l’informazione che costruisce i legami sociali da quella che li scardina  indebolendo il senso di appartenenza  ad  un luogo  inteso come insieme di relazioni  significative,   fondate sulla memoria e  costruttrici di identità.</p>
<p>Le riflessioni portano   a dire che il “disagio” è diventato ormai una caratteristica strutturale delle nostre comunità e non solo di alcune categorie sociali : gli immigrati, gli zingari  i clandestini.<br />
Il “disagio” richiede  quindi una “cura”  che deve nascere proprio dalla  “ sana operosità”, tratto identitario  forte del nostro territorio.</p>
<p>Non si tratta quindi di includere gli esclusi,   è il tempo di  costruire nuove alleanze  tra i mondi che compongono  la nostra società.   Una società fatta di imprese, di professioni, di cittadini e  di solidarietà.</p>
<p>E’ venuto anzitutto il tempo che la politica promuova  quella “competizione positiva” in grado di  muovere le indifferenze  e far riemergere  quella parta sana, onesta  attiva e propositiva che è presente nelle nostre comunità ed è capace di  costruire e produrre azioni positive.</p>
<p>Il compito  più importante  è delle amministrazioni locali,   che devono tornare ad essere  promotrici di dialogi aperti tra tutti e con tutti  senza temere il conflitto che evidenzia comunque la presenza di un legame, di un interesse.<br />
La sfida maggiore sta  quindi   nell’unire le imprese, il volontariato e  il mondo della solidarietà    nella  ricerca di  un interesse comune che  sappia   tener insieme le differenze  e far trovare la “cura“ per le nostre comunità fragili.</p>
<p>Giovanna Martelli</p>
<p>Segreteria  Provinciale Partito Democratico</p>
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		<title>Sicurezza e immigrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 07:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaltieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESTERNAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[IDEE]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Immigrazione e sicurezza. Sicurezza per chi? 
Per i nostri territori &#8220;minacciati&#8221; da intrusioni straniere e pericolose o per  povera gente dell&#8217;altra metà del mondo, truffata, sfruttata, mercificata da  insospettabili &#8220;cittadini&#8221; con la speranza vana di un futuro?
Spaventosa la cronaca mantovana di questi giorni. Ma davvero può essere che nei nostri civili territori, si faccia tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="border-collapse: collapse; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px;">Immigrazione e sicurezza. Sicurezza per chi? </span></p>
<p><span style="border-collapse: collapse; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px;">Per i nostri territori &#8220;minacciati&#8221; da intrusioni straniere e pericolose o per  povera gente dell&#8217;altra metà del mondo, truffata, sfruttata, mercificata da  insospettabili &#8220;cittadini&#8221; con la speranza vana di un futuro?<br />
Spaventosa la cronaca mantovana di questi giorni. Ma davvero può essere che nei nostri civili territori, si faccia tratta di esseri umani? Di donne e di uomini trattati come merce, carne umana senza diritti e senza voce che può essere oggetto di lucro. Le donne le vediamo a frotte di notte sulle strade: non sono &#8220;escort&#8221;, sono schiave. Sotto il ricatto di debiti enormi inestinguibili o di minacce alle loro persone e alle loro famiglie. Gli uomini, tanti di loro, sono nei campi quando servono o nei cantieri o reclutati dalla malavita. Clandestini e pertanto fuorilegge. Inoffensivi, in quanto tali,  per chi li sfrutta e li taglieggia, per quella&#8221;brava gente&#8221; che ha trovato la scorciatoia per sistemare le proprie situazioni economiche traballanti. Business senza etica che si trasforma in malavita. Esito aberrante di una dissennata cultura del disprezzo, della discriminazione,  che anche ora mostra quanto banale e &#8220;normale&#8221; possa essere il male.<br />
L&#8217;emergenza educativa e culturale sta pericolosamente degenerando in emergenza etica. E&#8217; compito di tutti noi farsene carico. Nessuno può dirsi fuori</span></p>
<p>Francesca Zaltieri,  segretaria Circolo PD di Asola</p>
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