Vi unisco la Lettera appello di 54 Parlamentari Pd, in versione integrale.
Europa – 6dic.08- Lettera appello dei 54
Pubblichiamo la lettera appello sul Pd e sulle sue prospettive firmata da cinquantaquattro deputati.
Siamo nel cuore di una “crisi storica” segnata da una recessione globale e dalla minaccia costante di quel terrorismo che ha segnato il mondo dopo l’11 settembre. L’economia – non solo la finanza speculativa – è investita da previsioni allarmanti. Del resto basta guardare a noi. Un milione i posti di lavoro a rischio da qui a un anno. Quattrocentomila i precari a casa entro Natale, e tra questi moltissime donne. Una diffusione della povertà che lambisce e recluta parte del ceto medio. Imprese, anche coraggiose nel modo di stare sui mercati, dal futuro ipotecato. Il tutto in un paese col bilancio pubblico che conosciamo, coi ritardi e le anomalie note. Fino a ieri eravamo una nazione perennemente in bilico dentro un G8 che dominava il mondo. (continua…)
Nel nostro tempo non ci si può interrogare sulla povertà senza interrogarsi sulla società dell’incertezza e quindi sulbinomiopovertà – sicurezza.Questo esercizio di riflessione è necessarioanche nelle nostre comunità,che sono interessate da sistemi di protezione sociale potenzialmentein grado di rispondereal bisogno ed alla domandaprovenienti dai territori ma altrettanto coinvolte in una dimensione di smarrimentolegata alla mancanza di sicurezza.
La riflessione si sposta quindi su quale sicurezza per le nostre comunità:telecamere nellepiazze,maggiorepresenza di vigili nelle strade edaltre misure rivoltesemprea risponderead un bisogno difensivo,specularmente si ritrova la stessa dinamica nel sistema di welfare chiuso in un modellonon sempre in grado di rispondereal bisognosempre più frammentato ed incerto, da qui il continuoaumento della spesa socialecon interventi spesso destinati al sostegno al reddito in una logica anch’essadifensiva e autolimitante;questo quadroobbliga la politica a farsene caricospostando l’attenzione dai mezzi ( reddito) ai fini intesi come capacità del singolo di essere,seppur in condizionedi vulnerabilità, risorsaattiva nellapossibile risposta al bisogno.
La politica deve quindi investire sulle capacità delle comunità,dove le rispostevengono strutturate tenendo insieme la necessità di chi non riesce a gestire i propri bisogni quotidiani e di chi vivenell’insicurezzae nella pauradi vivere a pieno le proprie strade i propri spazi. Credo sia necessario riportare nei territori politicheche nascono da una letturadel bisogno pluralistache tenga conto delle visioni di tutti gli attori sociali e in grado quindi di dare risposteai bisognifondamentali : abitare, lavorare, sentirsi rispettati, sentirsi parte di una contesto sociale e politico in grado di salvaguardare i diritti di chi è parte fondante di unacomunità e di chi arrivacon l’obiettivo di migliorarsi.
L’approccionon è quello di sapere quanti poveri ci sonoma è quello di capirequali sono le nostre povertàmediante un confrontoaperto che porti la politica ad argomentare le proprie posizioni con franchezza senza ipocrisie e strumentalizzazioni.
In questo senso il Partito Democraticosente di assumersi un ruolo proattivosu questi temi proponendosi come costruttore di occasioni di confronto con i soggetti politici che amministrano il territorio proprio perché temi come lapovertàe la sicurezzahanno bisogno diriscontriragionati econdivisiche diano ai cittadini meno smarrimenti e maggiori certezze.