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	<title>I Democratici &#187; razzismo</title>
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		<title>Noi, i barbari</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 23:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendo alcuni passaggi per me significativi di uno scritto di Anna Casella che già ha contribuito al nostro portale con riflessioni su stranieri, integrazione &#8230; e lega.
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;
Chi può imporre la sua verità impone “la” verità.
Il discorso politico si costruisce oggi dando libero corso a modi di vedere, di sentire, di parlare che erano tabù fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo alcuni passaggi per me significativi di uno scritto di Anna Casella che già ha contribuito al nostro portale con riflessioni su stranieri, integrazione &#8230; e lega.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
Chi può imporre la sua verità impone “la” verità.<br />
Il discorso politico si costruisce oggi dando libero corso a modi di vedere, di sentire, di parlare che erano tabù fino a qualche decennio fa.<br />
C’era un “non detto” e un “non dicibile” (magari anche un po’ ipocrita) che non entrava nel linguaggio della politica, un “politicamente corretto” che non permetteva ad esempio, di mettere in discussione l’eguaglianza, di chiamare bingo bongo i neri…..<br />
Uno poteva anche sentirsi a disagio davanti agli stranieri o agli zingari ma mai si sarebbe vantato di essere razzista.<br />
Oggi lo fa. E trova chi gli dà ragione. Anche ad alti livelli, anche sui giornali, alla televisione. Anche in Parlamento.</p>
<p>Ci domandiamo abbastanza quanti “imprenditori di odio” esistano e “lavorino” oggi in Italia? Dove siano?</p>
<p>Un cartello con una bella bambina bionda e la scritta “Sì ai bambini padani” è già razzismo.<br />
Soft, gentile e accattivante ma opera con criteri razzisti per un progetto politico. E se nessuno della comunità, neanche il parroco, interviene per dire che non va bene, è già complicità.</p>
<p><span id="more-826"></span></p>
<p>Il conoscente che, gentilmente argomentando, mi dice che i Rom e i Sinti vanno allontanati perché “sono fuori dalle regole democratiche” fa ideologia, perché la delinquenza non è genetica. Aderisce, che ne sia cosciente o no, ad un progetto politico nel quale le culture sono inevitabilmente nemiche. Ora, ammoniva il filosofo Karl Popper, che di società aperta se ne intendeva, non tutti i discorsi possono circolare liberamente nell’arena pubblica. La democrazia non li sopporta tutti: alcuni, al contrario, non hanno diritto di cittadinanza.</p>
<p>Il razzismo è una “proposta culturale vantaggiosa”. Prendermela con gli stranieri non è (non è più, oggi, dopo decenni di storia di migrazione) una questione psicologica, vagamente legata al disagio, o alla paura che mi provoca l’incontro con l’Altro che mangia, si veste, prega in maniera diversa da me. Forse poteva essere vero dieci anni fa, non oggi. Non è vero che gli stranieri ci fanno paura. È vero che ci danno fastidio. E la cosa è ben diversa. Allora prendermela coi neri può voler dire pensare che, senza di loro i miei figli avranno una scuola “migliore” perché fatta di soli bianchi; può voler dire che spero di avere meno concorrenti nella distribuzione dei benefici sociali…e via dicendo.</p>
<p>Quindi? Siamo diventati barbari perché abbiamo sottovalutato il “male” che c’è, che è al fondo di ogni società, e lo abbiamo lasciato fluire indiscriminatamente, nei discorsi, nelle barzellette, nei manifesti, pensando che questo non avrebbe prodotto i suoi effetti nefasti. Siamo diventati barbari perché abbiamo lasciato che il risentimento (quello coltivato nella “taverna balcanica”) diventasse progetto politico.</p>
<p>Forse, se torniamo a parlare di “bene comune”, di etica, magari non risolveremo il problema del male che è in noi e nelle nostre comunità, ma potremmo tenerlo a bada. Etnocentrismo critico e coltivazione delle virtù civiche. E troveremmo magari, negli stranieri, degli alleati. Che ci insegnano anche qualcosa.</p>
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		<title>2010 odissea nel mondo della crisi, della paura e del razzismo</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 21:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella Felchilcher</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggendo le cronache di Rosarno  si resta allibiti, sgomenti di fronte a quanto sta succedendo nel nostro paese. Si accavallano nella mente tante immagini, condizioni disumane di vita in baracche di cartone e scene inaudite di violenze: violenza, condannabile, dovuta all’esasperazione, che genera altra violenza quella punitiva, squadrista. Restano nelle orecchie le urla bestiali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Leggendo le cronache di Rosarno  si resta allibiti, sgomenti di fronte a quanto sta succedendo nel nostro paese. Si accavallano nella mente tante immagini, condizioni disumane di vita in baracche di cartone e scene inaudite di violenze: violenza, condannabile, dovuta all’esasperazione, che genera altra violenza quella punitiva, squadrista. Restano nelle orecchie le urla bestiali di chi si scaglia sia contro quei “neri che se ne devono andare”, sia contro le forze dell’ordine colpevoli di difendere i neri,  nel tentativo di riportare un minimo di legalità in una terra dove governa l’antistato che ha un solo nome: ’ndrangheta. La cosa strana è che la criminalità nella zona  gestisce i propri affari e non dovrebbe avere interesse a disordini che richiamino l’attenzione dello Stato o forse lo fa proprio per creare un diversivo rispetto alla bomba esplosa a Reggio Calabria? Gli interrogativi sono tanti. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span id="more-763"></span><br />
</span>
</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Si legge poi che questo popolo di migranti, sfruttati stagionali occupati in agricoltura, vengono pagati una manciata di euro al giorno per fare un lavoro che i locali rifiutano e, ad utilizzare le loro braccia, sono perciò i proprietari terrieri che ne hanno bisogno. Però poi si scopre  che, al netto degli aiuti europei, il valore di un chilogrammo di arance è oggi di 6 centesimi e allora molti scelgono  di lasciare le arance sugli alberi perché raccoglierle costerebbe troppo e questo provoca una diminuzione di lavoro per i braccianti. E’ purtroppo la crisi economica, ma ad essa si affianca anche l’assurdità di certe leggi tipo la Bossi-Fini che producono frustrazione tra chi cerca di rispettare la legge, come quell’imprenditore agricolo che ha presentato la richiesta per diciotto permessi di lavoro e se li è visti rifiutare perché le quote erano esaurite. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Poi arrivano le dichiarazioni del ministro leghista dell’Interno: “L’errore di questi anni è stato tollerare un’immigrazione clandestina che ha alimentato criminalità e forte degrado” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Sta a vedere che adesso la colpa è di Prodi e del governo di centrosinistra….</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Poi però  un sondaggio di Sky  butta lì sul video un numero:  il 71% degli italiani concorda con la frase di Maroni, saranno anche dati di un campione non significativo di cittadini, ma fa impressione lo stesso..</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Tra le bancarelle dei nostri mercati rionali la gente manifesta gli stessi sentimenti: “gli extracomunitari se ne devono andare”.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">“Ormai gli stranieri sono trattati meglio degli italiani” si sente dire con sempre maggiore convinzione e, dopo dieci minuti coloro che hanno gridato più forte, si avviano in gruppo verso la Chiesa per assistere alla Messa prefestiva del sabato.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ma che ci sta succedendo? Come ci siamo ridotti? Dove stiamo andando?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Si resta confusi, frastornati di fronte a questo aumento dell’intolleranza. Io ho una sola certezza anzi due: in uno stato civile non si può tollerare che migliaia di persone vivano nell’indigenza più totale, senza alcuna dignità e  non si può non imputare a questo governo liberista di destra  la responsabilità dell’attuale situazione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">I bisognosi aumentano ogni giorno, ci sono sempre più italiani tra di loro ed il razzismo è la prima conseguenza di questa guerra tra poveri.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Serve un governo che si occupi finalmente dei problemi di questo Paese e non solo di leggi ad personam e servono amministrazioni locali che mettano i cittadini al centro dell’interesse amministrativo. Un’utopia? Non so, e se, invece, fosse giunto il momento di un cambio di mentalità e di un modo nuovo di fare politica?<br />
</span></p>
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		<title>POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE: UN PRO-MEMORIA IN 10 PUNTI PER IL PD</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 07:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[IL PROFILO RIFORMISTA]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendo dall&#8217;ottimo e sempre aggiornato sito web del senatore Pietro Ichino (il link con gli ultimi articoli usciti è sul nostro portale in basso a destra) la sintesi del saggio di Massimo Livi Bacci, professore ordinario di demografia nell’Università di Firenze sul tema dell&#8217;immigrazione.
L’IMMIGRAZIONE E’ UN FENOMENO STRUTTURALE IN QUALCHE MISURA NON EVITABILE, DEL QUALE PERALTRO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo dall&#8217;ottimo e sempre aggiornato sito web del senatore Pietro Ichino (il link con gli ultimi articoli usciti è sul nostro portale in basso a destra) la sintesi del saggio di <strong>Massimo Livi Bacci</strong>, professore ordinario di demografia nell’Università di Firenze sul tema dell&#8217;immigrazione.</p>
<p>L’IMMIGRAZIONE E’ UN FENOMENO STRUTTURALE IN QUALCHE MISURA NON EVITABILE, DEL QUALE PERALTRO L’ECONOMIA DEL PAESE HA UNA NECESSITA’ PERMANENTE E CRESCENTE. ESSO PUO’ E DEVE ESSERE LIMITATO E DISCIPLINATO IN MODO PRAGMATICO ED EFFICIENTE.</p>
<p><strong>Premessa</strong></p>
<p>Con quasi quattro milioni e mezzo di stranieri regolari, e un numero imprecisato di irregolari, il paese è confuso. La crisi economica, il dibattito sulla sicurezza, le pulsioni xenofobe oscurano il quadro. Il PD è esitante tra la tentazione di non essere in “ritardo” sul tema della sicurezza e il richiamo della sua anima riformista e progressista. La destra procede con una politica contraddittoria, con gli assurdi irrigidimenti del “pacchetto sicurezza”, temperati dalla scarsa volontà di applicarne le norme, e dalla recente sanatoria per colf e badanti.</p>
<p>Il PD deve urgentemente riprendere il dibattito, ribadire le sue posizioni, avanzarne – se trova il consenso – di nuove e innovative. Questo appunto è un tentativo di contribuire al dibattito in vista di una posizione  politica più chiara.</p>
<p><span id="more-760"></span></p>
<p><strong>Sintesi del saggio</strong></p>
<p>1) L’immigrazione – per motivi demografici, economici e sociali &#8211; è un fenomeno strutturale e, una volta usciti dalla crisi, ritornerà su alti livelli per qualche decennio;</p>
<p>2) L’immigrazione deve essere legale; l’irregolarità può essere contrastata e compressa al minimo. L’attuale politica è una “fabbrica” di irregolarità, perché consente il fiorire dell’economia informale e sommersa che attrae lavoro nero; perché la normativa per l’accesso legale è rigida e impervia; perché i permessi sono troppo brevi, il loro rinnovo macchinoso e costoso. La destra securitaria alimenta, con la sua politica, l’irregolarità che dice di combattere.</p>
<p>3) L’irregolarità alimentata dagli sbarchi – che è minoritaria, perché la stragrande maggioranza degli irregolari arriva con normali visti eccedendo poi il limite massimo di permanenza consentita – è stata frenata dall’azione di Frontex e dall’accordo Italia-Libia, con intercettazioni in mare. Vi sono forti dubbi che “l’allontanamento” delle frontiere dalle coste verso il mare aperto determini una sostanziale violazione del diritto di asilo, impedendo di fatto la presentazione delle domande da parte di quella considerevole proporzione degli intercettati che ne hanno motivo e diritto. La politica deve farsi carico – anche mediante accordi internazionali – del rispetto sostanziale (oltre che formale) di questi diritti.</p>
<p>4) Il numero degli irregolari (stimati in 700000 nel 2007) va contenuto, anche facilitandone l’emersione per canali alternativi (permessi per chi coopera nella lotta di contrasto allo sfruttamento; permessi per chi compie azioni di valore sociale e umanitario; permessi discrezionali per chi risulta bene integrato ecc), oltre ad incoraggiare i  rimpatri volontari (come da direttiva europea) che l’attuale normativa non consente.</p>
<p>5) Un paese che esprime una domanda strutturale d’immigrazione non può pensare di soddisfare il fabbisogno con flussi di tipo temporaneo e “circolare”, che presentano minori necessità d’integrazione data, appunto, la temporaneità dei soggiorni. Una buona parte dell’immigrazione è di lungo periodo o permanente e deve potere acquisire pieni diritti sociali, politici e, eventualmente, di cittadinanza. Le riforme devono riguardare lo snellimento delle procedure per ottenere la carta di soggiorno per “lungo residenti”; la concessione del voto amministrativo; l’accesso alla cittadinanza ai nati da residenti stranieri e ai minori cresciuti e formati in Italia; procedure più agevoli e meno discrezionali per l’acquisizione della cittadinanza.</p>
<p>6) L’attuale normativa sull’accesso legale al paese va riformata. Varie possono essere le proposte: l’ingresso con visto per ricerca di lavoro con <em>sponsor</em> istituzionale e certificato; l’ingresso con visto per ricerca di lavoro senza sponsor, ma con garanzia finanziaria, oppure, in alternativa, la trasformazione del permesso di soggiorno breve in permesso di soggiorno per lavoro (a determinate condizioni); agevolazioni per l’ingresso a investitori, risparmiatori, imprenditori; agevolazioni per persone con alti profili professionali.</p>
<p>7) Va studiata e discussa una normativa sull’accesso legale profondamente diversa dall’attuale, il cui cardine è il mercato del lavoro. L’immigrato è – per prima cosa – una persona, che poi entra ed esce dal mercato del lavoro secondo inclinazioni, convenienze, meccanismi di mercato. All’immigrato va domandato “che persona sei” anziché “che lavoro sai fare”; egli deve essere ammesso in base al suo capitale umano, qualità, conoscenze, predisposizione e volontà di integrazione, relazioni familiari. Possono essere sperimentate “politiche a punti”, per le quali il punteggio sia tarato sulla capacità di diventare una componente integrante – e positiva-  del paese.</p>
<p>8 ) Una politica come quella delineata al punto precedente è apertamente selettiva, ma è trasparente e obbedisce a regole certe e condivise. Al contrario delle politiche correnti che sono  implicitamente selettive, con criteri arbitrari ed opachi. Essa va bilanciata con una maggiore ampiezza e generosità della politica dell’asilo e protezione umanitaria che – per definizione – non è mai selettiva.</p>
<p>9) Questo promemoria non prende in considerazione, se non marginalmente, il tema delle politiche d’inclusione e integrazione degli immigrati, concentrandosi soprattutto sul tema dell’ammissione degli immigrati nel paese. Per quanto attiene al reperimento di risorse per l’integrazione, si propone l’istituzione di un Fondo per l’Integrazione, finanziato prevalentemente mediante una contribuzione da parte del datore di lavoro al momento della sottoscrizione di un contratto di lavoro o del suo rinnovo.</p>
<p>10) Tra dieci anni, la popolazione straniera potrebbe raggiungere gli 8 milioni, una persona ogni 8. E’ il fenomeno sociale più dinamico dell’inizio del millennio, che investe tutti i settori della società italiana. E’ urgente che il PD elabori un convincente progetto politico per governarne la forza.</p>
<p><a title="Proposte per l'immigrazione" href="http://www.pietroichino.it/?p=6775" target="_blank">Segui questo link</a> per andare all&#8217;articolo di Pietro Ichino che contiene anche il riferimento al saggio completo</p>
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		<title>Noi non vogliamo le razze straniere</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 21:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilario Gavioli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[QUELLI DELLA LEGA]]></category>
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		<description><![CDATA[Inauguriamo una nuova categoria di articoli intitolata &#8220;QUELLI DELLA LEGA&#8221;.
Perchè quelli della Lega le dicono e le fanno troppo grosse.
Proviamo allora a raccogliere un piccolo &#8220;album&#8221;, selezioniamo il &#8220;meglio del peggio&#8221; per dare un contributo a qualche presa di distanza da parte del nostro beneamato popolo padano.
La prima figurina dell&#8217;album è questa sortita del vicesindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguriamo una nuova categoria di articoli intitolata &#8220;QUELLI DELLA LEGA&#8221;.<br />
Perchè quelli della Lega le dicono e le fanno troppo grosse.<br />
Proviamo allora a raccogliere un piccolo &#8220;album&#8221;, selezioniamo il &#8220;meglio del peggio&#8221; per dare un contributo a qualche presa di distanza da parte del nostro beneamato popolo padano.</p>
<p>La prima figurina dell&#8217;album è questa sortita del vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che afferma ispirato che &#8220;Noi non vogliamo le razze straniere, noi vogliamo quegli amici dell&#8217;uomo che accompagnavano i nostri agricoltori&#8221;</p>
<p>????</p>
<p>Stiamo parlando di CANI!!!!!<br />
Perchè la lega non vuole cani stranieri ma solo cani &#8220;padani&#8221;!!!!!</p>
<p>Ecco il video. Non faccio commenti, lascio lo spazio per i vostri.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_foq-0sP-lY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_foq-0sP-lY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Questo tanto per iniziare, mi aspetto però altre figurine.<br />
Scrivete a anchio@pdaltomantovano.it</p>
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		<title>Il debutto dei presidi-spia</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 20:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Marinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 
Ricevo da apote58@gmail.com (Insegnante di Napoli) il seguente articolo apparso sul Manifesto del 29 Aprile per riproporlo ai frequentatori del sito, ritenendolo meritevole di una profonda riflessione.
 
Aule chiuse agli irregolari
Di Cinzia  Gubbini
 
ROMA &#8211; La norma è rimasta lì, nascosta in quel generalissimo riferimento ai «pubblici servizi», in quell&#8217;articolo 45 che ha fatto scalpore perché introduceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p> </p>
<p><em><span>Ricevo da <a href="mailto:apote58@gmail.com">apote58@gmail.com</a> (Insegnante di Napoli) il seguente articolo apparso sul Manifesto del 29 Aprile per riproporlo ai frequentatori del sito, ritenendolo meritevole di una profonda riflessione.</span></em></p>
<p> </p>
<p><span><strong>Aule chiuse agli irregolari</strong><br />
Di Cinzia<span>  </span>Gubbini</span></p>
<p> </p>
<p><span>ROMA &#8211; La norma è rimasta lì, nascosta in quel generalissimo riferimento ai «pubblici servizi», in quell&#8217;articolo 45 che ha fatto scalpore perché introduceva l&#8217;obbligo per i medici di denunciare gli immigrati irregolari che si fossero presentati in ospedale a chiedere cure.<br />
Ma da settimane, ormai, le organizzazioni sindacali e le associazioni &#8211; laiche e cattoliche &#8211; che si oppongono al disegno di legge sulla sicurezza lanciano l&#8217;allarme: l&#8217;articolo 45 contiene un altro veleno contro la civile convivenza.<br />
<strong>E cioè l&#8217;obbligo per le scuole di denunciare le famiglie irregolari. </strong></span></p>
<p><span><strong></strong><span id="more-507"></span><br />
Un&#8217;eresia per la scuola pubblica come oggi la conosciamo. L&#8217;obbligo all&#8217;istruzione è rivolto a tutti i minori di 16 anni presenti in Italia. Questo ha permesso alla scuola di essere, in questi anni, uno straordinario avamposto delle istituzioni pubbliche, oltre che un baluardo di democrazia. Ma ora, di soppiatto, il governo Berlusconi vuole far saltare il banco. Ieri a porre l&#8217;attenzione su questo «particolare» è stato un deputato dell&#8217;Italia dei Valori, il vicepresidente del gruppo alla Camera, Antonio Borghesi: «Questo provvedimento &#8211; ha aggiunto &#8211; contiene norme disumane che nulla hanno a che fare con il contrasto all&#8217;immigrazione clandestina. Sono norme che infieriscono impietosamente sulle donne e, in particolare, sui bambini. Ci ritroveremo, tra qualche anno, con una generazione di bambini fantasma, che vivono, respirano nel nostro paese, che potranno essere curati nei nostri ospedali ma che per l&#8217;anagrafe italiana continueranno a non esistere». Il pericolo &#8211; che, qualora fosse posta la fiducia alla Camera diventerà una certezza &#8211; risiede nella cancellazione di una frase contenuta nell&#8217;articolo 6 del Testo unico sull&#8217;immigrazione. In questo articolo si dice che i documenti inerenti al soggiorno devono essere sempre esibiti «fatta eccezione per i provvedimenti riguardanti attività sportive e ricreative a carattere temporaneo e per quelli inerenti gli atti di stato civile o all&#8217;accesso a pubblici servizi». Bene. Ora l&#8217;articolo 45 del disegno di legge sulla sicurezza stabilisce che il permesso di soggiorno debba essere presentato anche per gli atti inerenti lo stato civile e l&#8217;accesso a tutti i servizi pubblici. Ivi compresa, è la logica deduzione, la scuola. Non solo. Come spiega Sergio Briguglio, esperto di diritto dell&#8217;immigrazione: «Se il genitore dovrà esibire il permesso il preside sarà messo di fronte all&#8217;eventuale condizione di soggiorno illegale, del genitore non del figlio, e non potrà fare altro che sporgere denuncia trattandosi di un reato perseguibile d&#8217;ufficio». Due indizi fanno una prova. Il disegno di legge sulla sicurezza vuole che i presidi italiani si trasformino in spie. «Non avevamo dubbi che andassero a parare lì, e infatti da un mese abbiamo lanciato una petizione contro questo aspetto del disegno di legge sulla sicurezza», dice Mimmo Pantaleo, segretario della Flc della Cgil. «Per noi l&#8217;idea di una scuola aperta a tutti è un punto identitario. Le norme contenute nel pacchetto sicurezza sono razziste e odiose. E d&#8217;altronde si inseriscono all&#8217;interno di un preciso disegno: svilire il ruolo della scuola pubblica nella sua funzione di integrazione. Siamo pronti alla disobbedienza civile». Proprio stamattina, a partire dalle 10, si terrà un presidio a piazza Montecitorio promosso da Cgil, Arci, Acli, Federazione delle Chiese evangeliche e molti altri contro il pacchetto sicurezza. «La questione delle scuole ci sta particolarmente a cuore &#8211; dice Filippo Miragli, responsabile dell&#8217;Arci Immigrazione &#8211; anche se è difficile fare una classifica tra i punti che devono essere a tutti i costi eliminati: pensiamo al permesso di soggiorno a punti e al reato di immigrazione clandestina». Protesta anche il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima: «L&#8217;istruzione è un obbligo e un diritto per tutti i minori. E non lo diciamo noi, ma le Convenzioni internazionali». Contro l&#8217;obbligo di denuncia da parte degli insegnanti e di «chiunque svolga incarichi pubblici» si erano apertamente schierato i famosi 101 parlamentari del Popolo delle Libertà capitanati da Alessandra Mussolini. In una lettera indirizzata al premier sostenevano chiaramente che sarebbe stato «un errore imperdonabile» porre la fiducia sul ddl senza correggere l&#8217;obbligo per i medici di denunciare gli irregolari e per tutti i pubblici ufficiali. La battaglia sui medici è stata vinta. Per salvare gli insegnanti c&#8217;è ancora poco tempo.</span></p>
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