Contributi Taggati ‘sinistra’

Il dolce naufragar di Sinistra e Libertà

giovedì 22 ottobre 2009

Il dolce naufragare di Sinistra e libertà
Europa – 22 ottobre 09

Dopo i Verdi, i Socialisti: tutti in fuga da SeL. Vuoi vedere che alla fine torna Rifondazione?

Non c’è pace per Sinistra e libertà. Il progetto nato in occasione delle ultime europee con l’ambizione di creare una forza di sinistra, diversa ma naturalmente alleata al Partito democratico, mai come oggi rischia il naufragio.
La prima (e significativa) falla nell’arca di SeL s’è aperta con il congresso dei Verdi e con la vittoria della linea identitaria di Bonelli a scapito del progetto unitario della Francescato e di Cento. Un colpo di scena che ha provocato l’uscita del Sole che ride dal percorso verso un partito unico guidato da Nichi Vendola. E che nei prossimi giorni esplicherà tutti i suoi effetti, visto che il nuovo esecutivo ecologista ha chiesto il ritiro di tutti i dirigenti da Sinistra e libertà. Ora toccherà decidere a Francescato e soci se uscire dal partito oppure accettare di essere minoranza, ovviamente con tutti i benefici del caso, dalle poltrone ai fondi. Ebbene, per ora i Verdi sconfitti prendono tempo, non facendosi attirare dalle sirene dei vendoliani. Gli ex di Rifondazione infatti hanno subito rilanciato con la proposta di un congresso anticipato a dicembre, subodorando il rischio di un rompete le righe generalizzato.

(continua…)

La “libera concorrenza” non esiste

lunedì 13 ottobre 2008

Riporto il riassunto di un articolo di Pietro Ichino a proposito di “libera concorrenza”.
Assecondare “le regole di mercato” non è mai bene in sè, forme di intervento statale DEVONO SEPMRE essere previste. Quali siano fa (dovrebbe fare) la differenza tra destra e sinistra.

Approfitto di questa citazione di Ichino per segnalare che sul nostro portale, “in fondo a destra”, potete trovare, regolarmente aggiornati, gli estremi dei nuovi articoli pubblicati sui portali di Pietro Ichino e Lavoce.info di Tito Boeri

 

IL MERCATO CONCORRENZIALE E’ UNA FORMA DI ORGANIZZAZIONE DELL’ECONOMIA MOLTO SOFISTICATA (E VULNERABILE), CUI SI ARRIVA AL CULMINE DI UN’EVOLUZIONE PLURIMILLENARIA

All’origine c’era l’economia agricola di sussistenza; nel medioevo l’economia curtense; poi, con la prima rivoluzione industriale, i grandi mercati monopolistici, seguiti dai sistemi keynesiani ad alta partecipazione statale nell’industria e nelle banche. Un mercato veramente concorrenziale non esiste “allo stato di natura”: ci si arriva solo al culmine di questa evoluzione. Anzi, non c’è nulla di più “artificiale” di un mercato perfettamente concorrenziale: per poter esistere e funzionare bene, esso ha bisogno di essere sorretto, oltre che da un alto grado di fiducia reciproca tra gli operatori e i cittadini, da un ordinamento e un’amministrazione pubblica moderni, un’autorità antitrust in grado di sciogliere e prevenire i monopoli, un sistema informativo plurale ed efficiente, una solida rete di sicurezza e assistenza per garantire pari opportunità alle persone meno dotate o più sfortunate.

Quando qualche cosa si guasta nella sofisticata e vulnerabile macchina del mercato concorrenziale, può essere necessario fare un passo indietro, regredire in qualche misura allo stadio meno evoluto, quello dell’economia ad alta partecipazione statale. Purché si mantenga ben chiara la consapevolezza che, sul piano dell’efficienza, dell’equità e della libertà, questo è soltanto un second best: un rimedio necessario per ricreare al più presto le condizioni che consentano di tornare – ammesso che ci si fosse già arrivati in precedenza ‑ al mercato concorrenziale, con regole e strumenti di garanzia ancora più evoluti e sofisticati di prima.

(tratto testualmente dal portale www.pietroichino.it)