POVERTA’ E SICUREZZA NELLA SOCIETA’ DELLO SMARRIMENTO
martedì 28 ottobre 2008Nel nostro tempo non ci si può interrogare sulla povertà senza interrogarsi sulla società dell’incertezza e quindi sul binomio povertà – sicurezza. Questo esercizio di riflessione è necessario anche nelle nostre comunità, che sono interessate da sistemi di protezione sociale potenzialmente in grado di rispondere al bisogno ed alla domanda provenienti dai territori ma altrettanto coinvolte in una dimensione di smarrimento legata alla mancanza di sicurezza.
La riflessione si sposta quindi su quale sicurezza per le nostre comunità: telecamere nelle piazze, maggiore presenza di vigili nelle strade ed altre misure rivolte sempre a rispondere ad un bisogno difensivo, specularmente si ritrova la stessa dinamica nel sistema di welfare chiuso in un modello non sempre in grado di rispondere al bisogno sempre più frammentato ed incerto, da qui il continuo aumento della spesa sociale con interventi spesso destinati al sostegno al reddito in una logica anch’essa difensiva e autolimitante; questo quadro obbliga la politica a farsene carico spostando l’attenzione dai mezzi ( reddito) ai fini intesi come capacità del singolo di essere, seppur in condizione di vulnerabilità, risorsa attiva nella possibile risposta al bisogno.
La politica deve quindi investire sulle capacità delle comunità, dove le risposte vengono strutturate tenendo insieme la necessità di chi non riesce a gestire i propri bisogni quotidiani e di chi vive nell’insicurezza e nella paura di vivere a pieno le proprie strade i propri spazi. Credo sia necessario riportare nei territori politiche che nascono da una lettura del bisogno pluralista che tenga conto delle visioni di tutti gli attori sociali e in grado quindi di dare risposte ai bisogni fondamentali : abitare, lavorare, sentirsi rispettati, sentirsi parte di una contesto sociale e politico in grado di salvaguardare i diritti di chi è parte fondante di una comunità e di chi arriva con l’obiettivo di migliorarsi.
L’approccio non è quello di sapere quanti poveri ci sono ma è quello di capire quali sono le nostre povertà mediante un confronto aperto che porti la politica ad argomentare le proprie posizioni con franchezza senza ipocrisie e strumentalizzazioni.
In questo senso il Partito Democratico sente di assumersi un ruolo proattivo su questi temi proponendosi come costruttore di occasioni di confronto con i soggetti politici che amministrano il territorio proprio perché temi come la povertà e la sicurezza hanno bisogno di riscontri ragionati e condivisi che diano ai cittadini meno smarrimenti e maggiori certezze.
Giovanna Martelli
GIOVANI DEMOCRATICI DI MANTOVA