Vediamo se stavolta c’azzecchiamo!
Di seguito riporto il punto di vista di Europa su “L’invasione TV del Cavaliere”
GUELFO FIORE
Europa – 5 feb 09
Quando Silvio Berlusconi scalda i muscoli con le sue reti (ieri l’intervista a Mattino Cinque sull’ammiraglia Mediaset e due giorni prima a Studio Aperto) vuol dire che ha compreso l’inadeguatezza della squadra che ha mandato in campo fino ad allora ed ha deciso di togliere la tuta per entrare sul terreno di gioco. Sì, il presidente del consiglio emerge dalla retrovie. Berlusconi chiama su di sé i riflettori.
La ragione è presto detta ed ha un nome composto da due parole: crisi economica.
Comincia a mordere severamente l’apparato industriale del nostro paese, la cassa integrazione esplode dappertutto, per migliaia e migliaia di precari i contratti non sono stati rinnovati, le misure adottate fino ad ora (una per tutte la social card) hanno fatto poco e in qualche caso male, i consumi continuano a cadere ed anche le entrate tributarie hanno preso la strada della discesa: il quadro acquista giorno dopo giorno tinte fosche. E la strategia seguita fino all’altro giorno fatta di sorrisi incoraggianti, inviti a spendere e le solite invettive ai catastrofismi della sinistra sta mostrando la corda.
C’è di più, in Francia già si è arrivati alle proteste di piazza, in Inghilterra si prendono di mira gli operai italiani in nome del “lavoro inglese ai lavoratori inglesi” e negli Usa Obama, anche se poi ha schiacciato il freno, ha scelto una politica all’insegna del “comprare americano” per rilanciare l’economia. Dinanzi a questa situazione c’era da attendersi l’avvio di una fase nuova del governo giudicato generalmente “fermo sulle gambe” nell’azione di contrasto alla crisi economica.
Naturalmente Berlusconi la interpreta come sa lui e cioè aprendo una rinnovata stagione di presenzialismo mediatico e di roboanti annunci, complice anche la prossima scadenza elettorale delle regionali in Sardegna che se dovessero sancire la conferma per l’uscente Renato Soru verrebbero interpretate come una significativa sconfitta dello stesso Berlusconi e del governo non certo dello sconosciuto candidato del centrodestra. Ecco allora che mentre non si riescono a trovare i miliardi necessari per finanziare gli ammortizzatori sociali Berlusconi promette di spendere fino a 80 miliardi da qui in poi aggiungendo che né Francia, né Germania, né Spagna né altro paese ha fatto altrettanto: peccato che quegli Stati i loro soldi li hanno già sborsati, e si tratta di decine di miliardi, mentre da noi le casse pubbliche hanno affrontato la crisi e le sue conseguenze tirando fuori qualcosa come sei miliardi di euro in tutto.
Ci aveva provato il capo del governo a mettere la sordina ai pezzi sulla crisi nei tg telegiornali e nelle trasmissioni di approfondimento lamentando che questi trasmettevano ansia e sfiducia mentre la situazione non era allarmante.
Ma la forza dei fatti è stata più forte di lui. E da incallito combattente ha scelto di cambiare strategia. Niente più difesa, attacco frontale.
E attacco ad una punta, il fenomeno, cioè lui, una specie di impasto, per restare al suo Milan, di Kakà, Pato, Ronaldinho e Beckham. La partita la giocherà come sa e come può, cioè in tv e sui media, con promesse mirabolanti e annunci rassicuranti, entrando in casa, in macchina, in ufficio dagli schermi e dalle onde radio, parlando di sé e di quanto ha fatto e sa fare, dei suoi ottimi rapporti con capi di stato e di governo del pianeta (ieri ha svelato di essere stato lui a convincere l’amministrazione Usa ad interventi forti dopo il tracollo della Borsa di settembre..), dei dossier a cui si dedica da mattina a notte.
L’invasione berlusconiana è prossima.
Fuori dal set proverà a convincere Tremonti ad allargare i cordoni della borsa, ma lì l’impresa si mostra più ostica.
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